Splendido polmone verde della città, ne accompagna da sempre la storia. Dai reperti ritrovati qui, è stato possibile ricostruire la vita di Arezzo nel corso dei secoli, dal neolitico fino ai giorni nostri. Purtroppo oggi, a fronte di una riqualificazione ambientale e sociale della zona, gli scavi sono fermi, con la collina che custodisce ancora chissà quanti e quali tesori
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Un luogo immerso nella natura in cui rivivere il fascino del...
Una nobildonna affascinante e sanguinaria nel medioevo casentinese. Diciamoci la verità: che castello sarebbe senza il suo fantasma che vaga senza pace, pronto a suggestionare o impaurire chi lo visita? Anche il Casentino, terra ricca di manieri misteriosi e leggende, non può venir meno a questa consuetudine e così, nel tempo, sono sorte varie storie a tinte horror.
Lungo le sponde del grande fiume toscano una delle “terre nuove”
custodisce gelosamente e valorizza...
Via Baldaccio d’Anghiari, una collinetta artificiale e un olivo: lì sorgeva il cimitero ebraico. Storia e retroscena di un ANGOLO DI CITTÀ che tanti aretini non conoscono
La storia narra di un ricco aretino di nome Tofano, al quale fu data in moglie la bella Ghita. Lei, scontenta del compagno geloso e ubriacone, lo tradì. e l’uomo, sospettando l’infedeltà, la chiuse fuori di casa. Ma con astuzia e un astuto stratagemma, ghita fece in modo di rendere Tofano “cornuto e mazziato”
Una suggestiva visita nella zona a est della città, da sempre miniera di importanti ritrovamenti archeologici. Porta Crucifera e Porta Colcitrone, la stipe di Fonte Veneziana, la chiesa di Santa Maria della Porta: un viaggio a ritroso nel tempo per conoscere meglio un quartiere dove, fino a pochi decenni fa, pullulavano botteghe e attività artigianali.
Un possente edificio lungo via Romana che nella seconda metà del Duecento era la struttura meglio attrezzata per accogliere i malati del territorio. Nel corso del tempo fu trasformato in centro per la lavorazione e il commercio di cereali, attività portata avanti per più generazioni dalla famiglia Gudini fino a pochi decenni fa
Tra il Pratomagno e l’Arno c'è una terra dove la natura e l’uomo hanno...
Nel cuore di Arezzo si nasconde l'opera più rappresentativa del periodo romano: l'anfiteatro. con un'arena di poco inferiore a quella del colosseo, un tempo ospitava circa tredicimila persone a sedere che accorrevano per assistere ai ludi gladiatori. adiacente alla struttura, oggi si trova il museo archeologico gaio cilnio mecenate














