Imprenditore, giramondo, artista, talent scout. Ma soprattutto cacciatore di tendenze. Ritratto di un uomo...
La passione giovanile per i viaggi come motore dei progetti successivi. Poi l’incontro con...
L'attrice de Le tre rose di Eva e Centovetrine ha trascorso l'adolescenza in città: qui c'è un pezzo della sua famiglia e la scuola di danza fondata dalla mamma, , la Chapkis Dance.
Aspettando di scavalcare il picco dei contagi, viene il sospetto che a picco ci stiamo andando noi. Eppure c'è quella punta di ottimismo che fa capolino e ti dice che un dopo arriva sempre. Anche a un metro di distanza
Pau, Drigo, Cesare e il sound di una vita in giro per il mondo. dieci album di successo e un punto di riferimento stabile: la loro terra. Storia, aneddoti e sogni dei Negrita, una delle band italiane che più ha influenzato la scena rock a cavallo dei due millenni
Allegro, scanzonato, sorridente, vitale: a settembre compie 64 anni e non li dimostra. Continua a girare il mondo per i concerti, a godersi il successo riconquistato dopo il primo boom e una caduta rovinosa, stritolato dai debiti accumulati per il gioco d’azzardo. Ad Up ha raccontato il suo periodo difficile e quello di gloria, la famiglia allargata e il rapporto con Dio, la rinuncia al poker e alle avventure d’amore, fino alla scelta di non tradire le radici e continuare a vivere a Ponticino. Non un’intervista, ma una chiacchierata in libertà con Enzo Ghinazzi, il Pupo della canzone italiana: “Il mio unico desiderio è che tutto resti com’è adesso, il più a lungo possibile”
L'abilità artigianale è la chiave del successo di Mely's, partita nel 1956 da un laboratorio in via Vittorio Veneto e arrivata a rifornire di capi pregiatissimi.
Stefano Tenti ha dato lustro mondiale alla sanità Made in Arezzo. Con l’obiettivo di offrire cure chirurgiche della miglior qualità, a costi contenuti e con tempi rapidi, ha realizzato un progetto che sembrava utopia: Casa di cura Poggio del Sole, Sa.pr.a e Centro chirurgico toscano sono oggi strutture di eccellenza a cui si rivolgono migliaia di persone ogni anno
Da opera minore, defilata in prossimità della sagrestia e per anni seminascosta dall’ingombrante cenotafio in memoria di Guido Tarlati,a mirabile compendio di femminilità, realismo e naturalezza. L’affresco, custodito all’interno del Duomo di Arezzo, ha trovato il giusto riconoscimento artistico solo negli ultimi decenni, dopo diversi restauri. Oggi è considerato uno degli esempi più fulgidi del genio pierfrancescano
Daniele Bonarini, uno dei fondatori, ci ha raccontato l’esperienza della prima casa di produzione cinematografica sociale al mondo, ricordandoci che lavorare con i disabili intellettivi non significa trasformarli nell’oggetto della nostra redenzione. Semmai sono uno specchio nel quale molti di noi non hanno il coraggio e la dignità di guardarsi. Prossimamente un lungometraggio ambientato ad Arezzo