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Riccardo Biagioni – Passione garden

Un’azienda diventata un punto di riferimento nel suo settore. progetti paralleli per diversificare gli investimenti e acquisire nuova clientela. La fiducia nelle risorse di un territorio che ha potenzialità inespresse da valorizzare. Riccardo Biagioni, trentadue anni, racconta cosa ha imparato dal padre Fabrizio e dove vuole portare Show Garden

Trentadue anni da compiere a novembre, un amore intenso per l’equitazione, un diploma da geometra in tasca. Riccardo Biagioni è la seconda generazione che avanza, il figlio che prenderà il posto del padre (e della madre), il futuro da scrivere dopo il presente. Cresciuto a pane e giardinaggio, in cuor suo aveva progettato di diventare architetto, specializzazione in paesaggistica. Poi l’azienda ha preso un’altra direzione e c’è stato subito bisogno di lui. Riccardo studia il mercato, valuta soluzioni, decide nonostante l’età verde. Ma il verde per Show Garden è una filosofia di lavoro più che un semplice colore e non rappresenta un ostacolo, neppure in riferimento alla carta d’identità.

Modi accomodanti, toni pacati, una visione moderna del business: emerge l’immagine di un uomo giovane e dalle idee chiare, con una grande passione per l’attività ereditata dai genitori, reinterpretata alla luce di una diversa sensibilità.

“A me servirebbero giornate di almeno 36 ore – esordisce Riccardo con un sorriso. Ho mille hobby e coltivarli tutti è impossibile. Però a Maxter, il mio cavallo, non rinuncio: ho fatto concorsi in passato, adesso mi accontento di lunghe passeggiate per scaricare lo stress. Il contatto con la natura mi rimette al mondo”.

Una volta sceso di sella, c’è da mandare avanti l’mpresa, ormai da anni punto di riferimento del centro Italia nel settore del garden. “Da noi i clienti trovano le piante e tutto l’universo collegato: vasi, terra, concimi, articoli per animali. Anche le attrezzature per vivere meglio il giardino: barbecue, piscine, vasche”.

Il verde in tutte le sue tonalità, insomma. Con un segreto in apparenza banale (ma solo in apparenza) che sta alla radice del successo di Show Garden. “Siamo una famiglia e da famiglia ci comportiamo. Con mio padre Fabrizio, mia madre Mara, la mia fidanzata Giulia c’è un’identità di vedute che ci accomuna. Quando dobbiamo decidere, lo facciamo collegialmente: a qualcuno potrà sembrare un dettaglio marginale, ma non è così’’.

Ognuno ha i suoi settori di competenza e Riccardo, da quando ha cominciato a recitare una parte attiva, si occupa dell’attività di comunicazione, dei social e del commerciale. “La miglior forma di promozione, a mio parere, resta sempre il passaparola. Se i clienti parlano bene di te, altri ne arriveranno. Poi è chiaro che promuovere l’immagine dell’azienda è fondamentale e per questo noi facciamo pubblicità a trecentosessanta gradi, sfruttandone ogni forma. Il fulcro della nostra comunicazione, comunque, resta la pianta. Il core business è lì”.

L’assortimento è vastissimo e completo. Piante da appartamento, da esterno, stagionali, erbacee perenni, carnivore, bonsai, aromatiche, da frutto: da Show Garden non c’è richiesta che cada nel vuoto. E in più, assecondando una tendenza che si è sviluppata negli ultimi anni, tornando di moda quasi all’improvviso, c’è tutto ciò che occorre per coltivare l’orto. Anche l’orticello fatto in casa, magari in piccoli spazi ritagliati in giardino o all’interno di cassette sistemate in terrazza. “Oggi c’è una maggiore sensibilità verso l’ambiente e il mangiare sano, anche nei ragazzi giovani. Moltissime persone vengono da noi e acquistano piante da orto, semi, innesti selezionati. Pomodori, cetrioli, peperoncino sono i più gettonati. Riscoprire sapori genuini è piacevole. E l’orto porta relax”.

Intorno alle piante e al colpo d’occhio splendido che c’è quando si varca la soglia del garden, ruota però un mondo variegato e composito. Nel periodo di dicembre, per esempio, il villaggio di Natale diventa un’attrattiva formidabile per curiosi, collezionisti e appassionati del settore. Presepi moderni con statuine in movimento, oggettistica, addobbi, decorazioni, idee regalo, luci e lucine che brillano a intermittenza creano un’ambientazione unica che piace ai bambini ma anche, e soprattutto, agli adulti.

“In quei giorni ospitiamo clienti da mezza Italia, dobbiamo ampliare il parcheggio per le auto. Ogni anno il successo aumenta e ci fa piacere, perché significa che abbiamo visto giusto. Più che un villaggio natalizio, lo definirei un percorso sensoriale, giocato sulle emozioni”.

A proposito di emozioni. Il conto alla rovescia per l’inaugurazione della fattoria didattica è già cominciato. E questo per Riccardo è l’obiettivo più importante da raggiungere nei prossimi mesi. “Apriremo a ottobre, contiamo di portare centinaia di studenti ogni anno a vedere con i propri occhi gli animali da cortile del nostro territorio: oche, galline, la capretta, l’asino, il maiale. Organizzeremo visite guidate tramite convenzione con le scuole ed è uno sviluppo dell’azienda su cui abbiamo riflettuto molto, puntandoci con decisione. Gli animali verranno allevati nel modo migliore e ospitati in una nuova ala del garden, che sarà ampliato e ingrandito. I prossimi saranno mesi di grande trasformazione per noi: c’è un po’ d’ansia ma anche tanta soddisfazione per essere arrivati a un punto di svolta”.

Un po’ come quando cominciò la collaborazione con “Campagna amica” di Coldiretti. Dal 2013 si possono acquistare presso Show Garden i prodotti migliori dell’agricoltura locale, alimentando così il sostegno alla filiera agricola dal produttore al consumatore e contribuendo a sostenere le campagne di difesa del territorio. “In vendita ci sono anche verdura e frutta che produciamo nel nostro orto: due ettari di coltivazioni che curiamo quotidianamente. Alimentazione, turismo, ecologia, ma anche salute e benessere si intrecciano tra di loro e non possiamo non tenerne conto”.

Una realtà imprenditoriale molto particolare, che ha diversificato i suoi investimenti e ha in progetto di svilupparsi ancora, seguendo un filo conduttore che va avanti dai primi anni ’80. E questo ci porta anche al rapporto di Riccardo con Fabrizio, fondatore dell’azienda quando il business stava tutto nella progettazione e realizzazione di giardini, unitamente a una piccola quota di produzione di piante. “Mio padre è ancora attivo e presente. E’ una guida per me, è uno che ha tanta esperienza e un intuito formidabile: riesce a comprendere se un investimento può essere redditizio o meno, se una decisione può portare benefici oppure no. Lo ascolto, lo seguo, abbiamo un rapporto strettissimo”.

Oggi è cambiato il mondo, fuori e dentro. Show Garden è un self service assistito: il cliente entra, sceglie e compra. Ma prima di procedere all’acquisto, può contare sulla consulenza di personale qualificato, che per ogni tipologia di prodotto mette sul tavolo consigli, indicazioni, descrizioni dettagliate dei singoli articoli, in modo da orientare e ottimizzare più possibile la scelta finale.

“A fine anni ’90 c’è stata la prima svolta: meno giardini, più piante. Poi i vasi. Poi tutto il resto. A un certo punto lo spazio a disposizione non bastava più e abbiamo spostato la nostra location. Nel 2011 ci siamo trasferiti qui dove siamo adesso e dove stanno per cominciare i lavori di ampliamento”.

I numeri sono incoraggianti e danno l’idea di un’attività in piena salute. “Vogliamo invertire il trend: la gente va fuori città a cercare ciò che le serve, noi abbiamo l’ambizione di portare gente ad Arezzo. Questo è un territorio con potenzialità inespresse che vanno valorizzate: ognuno può fare la sua parte, dall’amministrazione alle grandi imprese, dal singolo cittadino alle associazioni di categoria. Noi ci mettiamo impegno e passione, investiamo sulla formazione del personale, abbiamo sedici dipendenti che diventeranno venticinque nel periodo dell’apertura del nuovo Show Garden. Siamo una piccola-media azienda, una di quelle che costituiscono la spina dorsale dell’economia italiana. E ne siamo orgogliosi”.

Andrea Avato
Andrea Avato
Andrea Avato
Amo lo sport, i film d'azione e i fumetti di Dylan Dog.
Adoro viaggiare, ma dovrei farlo più spesso.
Sognavo di fare il calciatore, sono diventato giornalista e poteva andarmi peggio...
Vivrei tutta la vita al mare