Un negozio in Corso Italia che è un punto di riferimento, un luogo di ritrovo, il simbolo dell’impegno sociale e dell’evasione insieme. Il vinile e i cd, Gaber e De André, la politica e la città: Norina Vieri racconta come sono cambiati i suoi clienti, Arezzo, il mondo. E racconta pure la sua storia densa di battaglie, combattute con lo sguardo dolce e una grande perseveranza
La formazione romana, Rossellini, Fellini e Godard. Le opere da regista e i documentari....
La preparazione e la devozione per il lavoro di maestro vetraio le hanno consentito di realizzare la Lancia d’Oro della giostra del saracino dedicata a Petro Benvenuti, vinta a giugno da Porta del Foro. critica e storica dell'arte, esperta di crisografia, olimpia bruni unisce gentilezza e tenacia ed è riuscita ad affermarsi in una professione svolta prevalentemente da uomini.
Le indossava Menchino Neri nel giorno della "rovesciata dei sogni", icona della centenaria storia dell'Arezzo calcio. Ma le calzature di questa famiglia aretina, prodotte fin dagli anni '50, sono un simbolo di qualità, esperienza, sensibilità manuale. Veri capolavori di estro e fantasia anche fuori dal campo di gioco
Le innumerevoli vite di Stefano Cesari: il successo con la rock band De Corto, Bologna negli anni ‘80, il teatro, le poesie. E poi l’amore per moglie e figlie, i romanzi, la passione per le erbe officinali. Artista senza confini, factotum per necessità, laureato a 51 anni: l’incredibile storia di chi, giovanissimo, lasciò di sasso lo studio del Costanzo Show
L’azienda di famiglia, i segreti del mestiere appresi da bambina, i viaggi in Italia e nel mondo per imparare a lavorare i tessuti.
Oche, anatre, colombi e trampolieri da tutto il mondo: Giacomo Cianchi alleva preziosi uccelli ornamentali. Richiesti da collezionisti e da gestori di agriturismi, possono arrivare a costare fino a 1.500 euro. Immersa nel verde di Ponte alla Chiassa, Poggio di Ponte è un’impresa nata per passione e diventata un inaspettato successo commerciale
Burattinaio, marionettista e artista di strada: Paolo Valenti ha studiato architettura, aveva un debole per l'urbanistica ma poi ha scelto il teatro, che lui considera un rito, una catarsi collettiva. Perché l'estetica è un vero sentimento nella creazione dell'opera. E alla fine ripaga sempre dei sacrifici fatti
Giovanissimo e in continuo fermento. Leonardo Tavanti, giostratore di Porta Sant’Andrea, avrebbe voluto essere...
Alessio Dini, giovane medico e chirurgo estetico casentinese, ha costruito un network di studi...