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Nata per la camicia

L’azienda di famiglia, i segreti del mestiere appresi da bambina, i viaggi in Italia e nel mondo per imparare a lavorare i tessuti: Alice Mazzi, 32 anni, oggi si è messa in proprio e gestisce il laboratorio e la boutique “Sumisura” in via della Chimera. “I capi che realizzo per i miei clienti non devono essere eleganti e basta, devono anche raccontare la personalità di chi li indossa. E’ questa la sfida che mi appassiona ogni volta”

L’abito non fa il monaco, ma uno stile curato e ordinato è il primo, immediato biglietto da visita che si offre di se stessi, sia nella sfera privata che professionale. La camiceria “Sumisura” di Alice Mazzi permette ai numerosi e affezionati clienti di indossare capi dalla vestibilità impeccabile, realizzati secondo la più nobile tradizione sartoriale.

“Il mio cliente tipo è l’imprenditore attento al dettaglio, che sin dalla prima occhiata tiene a trasmettere affidabilità e precisione, ma anche il proprio gusto in fatto di moda. Ciò che offro è un’esperienza creativa a tutti gli effetti, perché tramite le mie mani possono mettersi addosso un capo unico e, spesso, frutto della loro immaginazione”, racconta Alice.
Chi sceglie capi “Sumisura” non lo fa solo per essere perfetto in occasioni formali, ma anche per esprimere liberamente stile e carattere tramite indumenti ricercati e realizzati insieme ad una stilista attenta e meticolosa, che sceglie con attenzione tessuto, modello e ogni tipo di dettaglio.

“Il mio è un mestiere poco ambito, non sono molti i ragazzi che decidono di imparare a svolgere professioni nell’ambito dell’artigianato. In un certo senso mi sento avvantaggiata in questo: me ne sono innamorata da quando ero bambina, respirando “polvere di camicie” e curiosando nell’azienda d’abbigliamento di famiglia. Non ho mai avuto dubbi su quello che sarebbe stata la mia strada: per diversi anni ho lavorato con mia mamma e mia nonna, prima in laboratorio e poi gestendo la boutique, finché non ho deciso di dedicarmi a un’attività tutta mia, in cui dare spazio alle mie idee. Ho affinato la tecnica di realizzazione dei cartamodelli e studiato processi produttivi in giro per l’Italia e il mondo, osservando attentamente le modalità con cui le mani più sapienti ed esperte lavorano diversi tipi di tessuto”.

I primi passi sono stati piccoli ma decisi: forte di un concept e di uno spirito imprenditoriale ben definiti, unitamente alla perfetta conoscenza del prodotto, Alice gestisce l’attività da sola, anche se un giorno potrebbe trasformarla in una sorta di franchising. Oggi la boutique si trova in via della Chimera, ad Arezzo, ed è sia laboratorio che punto vendita.

Sorridente, ottimista e sicura di sé, questa 32enne ragazza aretina sa organizzarsi perfettamente il lavoro, accogliere i clienti, rendere reale un’idea, fare tendenza: “Ciò che mi dà più soddisfazione è realizzare capi che raccontino la personalità di chi li indossa. Quando un cliente mi chiede una camicia ispirata a quella di qualche VIP vista sui social, per me è una sfida e al tempo stesso un gran divertimento. Ciò che rende felice lui è avere nel guardaroba una camicia unica, originale, stilosissima e dalla vestibilità perfetta. Ciò che appaga me, confermandomi di essere sulla strada giusta, è saper interpretare le sue richieste grazie alla mia sensibilità, alla mia tenacia e al grande bagaglio di esperienze che, con dedizione, ho messo insieme in questi anni di lavoro”.

Matilde Bandera
Matilde Bandera
Matilde Bandera
Project manager entusiasta, multitasking per DNA, ballerina per vocazione.
Scrivo un diario da quando avevo più o meno 6 anni, credo ancora nelle favole
e coltivo sogni colorati nel mio piccolo giardino.