Valentina Piccini, storica dell’arte ed esperta di comunicazione, oggi è un’imprenditrice digitale grazie anche a un blog che mette insieme moda e maternità, due aspetti tenuti per troppo tempo separati dalla società.

Pensare a Valentina Piccini, imprenditrice digitale di Sansepolcro, fa venire in mente la celeberrima poesia di Robert Frost La strada non presa, i cui versi finali recitano così: “Io presi la meno battuta, e di qui tutta la differenza è venuta».
Ma pensare di racchiudere la sua professionalità nel blog mammeaspillo.it sarebbe un errore madornale per una ragazza laureata in storia dell’arte medievale con un dottorato su quella dei Templari alla Sorbona di Parigi, ed ecco che parlandoci si spalanca lo scrigno di una persona che ha messo insieme talento e costincency, come direbbero gli americani, cioè la perseveranza.
“Appena laureata ero già nel Cnr, ma dopo appena un anno aspettavo la mia prima bambina (oggi Valentina ha tre femmine e un maschio, ndr) e poi è arrivata subito la seconda: viaggiare con due figlie sarebbe stato un problema. Per fortuna ho sempre amato la scrittura, anche di libri di storia dell’arte, e avevo iniziato a lavorare per un’agenzia di comunicazione. L’arrivo della terza figlia, poi, mi ha portato a passare più tempo a casa e così è nata l’idea del blog, mammeaspillo.it, iniziato come un test per i clienti che seguivo in agenzia. Era il 2012 e non esisteva niente di simile, o mamme o moda, da qui l’idea di creare un ibrido”.
Oggi Valentina Piccini ha una propria agenzia che ha il suo core su Milano, con la quale segue pochi grandi clienti, parallelamente al lavoro di influencer, con l’umiltà di continuare a imparare: “In questi undici anni ho creato legami con le persone che mi seguono, si fidano di me, mi chiedono consigli e per loro sono una buona amica. Poi, certo, ci sono anche gli hater, ai quali rispondo sempre in maniera educata e alla fine c’è chi capisce e chiede scusa; quando mi trovo davanti a profili falsi, invece, passo oltre”.
Valentina è un esempio per tutti, il suo percorso, infatti, ci dimostra che la vita non è quello che desideri, ma quello che riesci a fare con ciò che hai. Non voleva figli e oggi ne ha quattro – “non sono molto paziente” – scegliendo i progetti in funzione della famiglia e accorgendosi che reclamare spazio per sé stessa era una cosa che creava sensi di colpa, quando invece una donna oggi deve sentirsi completa in tutte le sue parti, dai figli al lavoro, dalla coppia al tempo esclusivo dedicato alla propria persona.
“Sono riservata e a volte ho sofferto la pressione mediatica, a maggior ragione durante il reality su Rai 2, però non mi sono mai tirata indietro e ho trovato tanta solidarietà femminile, anche perché sono la prima a offrirla, e molte colleghe positive e accoglienti. Alla fine ricevi sempre ciò che dai e ho sempre avuto un approccio sagace verso gli altri, scoprendo che la mia presenza rassicura e che nonostante l’aspetto non metto paura, fondamentale per creare ponti”.
Vissuta fra Terni e Roma, oggi anche Milano, per Valentina Sansepolcro è casa: “Qui non parlo del mio lavoro. Abitiamo in campagna, con un sacco di gatti, ma mi piace andare per negozi, relazionarmi con i miei compaesani e sapere che i miei figli possono uscire la sera con tranquillità. Anche per questo viaggio solo in macchina, perché a qualsiasi ora della giornata, quando ho finito, posso tornare a Sansepolcro”.
Valentina usa da sempre tecnologia e social, consapevole che le sue strategie di comunicazione si devono adattare ai clienti come un vestito e non tutti vestono allo stesso modo, mentre l’intelligenza artificiale è già tra noi: “Sono molto curiosa e sicuramente la utilizzerò come strumento che possa risolvere semplici problemi quotidiani, verificando sempre che le informazioni siano corrette”.
Una mente così lucida e luminosa non può che vivere di progetti, con prospettiva e visione: “Ne faccio di continuo. Diciamo che nel 2019, dopo anni in cui sia io che la mia famiglia siamo stati particolarmente esposti, il desiderio è stato quello di mostrarmi di meno e concentrarmi più sui clienti, pochi, importanti e selezionati, tenendo il blog come test e divertimento. Da qui a cinque anni, infatti, mi vedo sempre più centrata sulla comunicazione strategica, interna ed esterna, di altre aziende”.
Umiltà e generosità sono due valori portanti che Valentina Piccini ha trasmesso anche ai figli, con le due più grandi che sono diventate sempre più refrattarie al lato pubblico della vita familiare.
E se oggi incontrasse la Valentina quindicenne cosa le direbbe?
“Vai, piangerai parecchio ma ce la farai. Questo è lo scotto che si paga quando si è sensibili. Essere aperti agli altri e pensare che le persone siano tutte buone e amichevoli offre il fianco alla delusione e io sono una che ci sta male”. Un altro aspetto di Valentina che si può conoscere solo se ci lasciamo alle spalle i bias cognitivi per abbracciare l’umano: quella che è stata la chiave del suo successo.