La Ginnastica Petrarca, nata nel 1877, è qualcosa di più di una società sportiva. Per Arezzo rappresenta un punto di riferimento, una seconda famiglia, un luogo sano dove praticare attività fisica e crescere con valori solidi. Il presidente Simone Rossi ne è orgoglioso: “Rappresentiamo un’eccellenza nazionale con ottimi risultati agonistici, siamo contenti ma non ci accontentiamo. E per restare ad alti livelli è necessaria una struttura moderna adatta agli allenamenti dei nostri agonisti”

La Ginnastica Petrarca è dal 1877 una palestra di muscoli e di vita. Con 145 anni di storia e oltre 300 atleti tesserati, è anche una delle realtà sportive più importanti del territorio aretino, l’unica in città premiata con il Collare d’oro, la massima onorificenza nazionale del Coni. In organico figurano 20 tecnici operanti nelle varie discipline: artistica maschile, artistica femminile, ritmica, gymnaestrada, ginnastica per adulti e terza età. Il presidente è Simone Rossi, che interpreta il ruolo rifuggendo qualsiasi accenno di personalismo. Pragmatico e realista, è più incline a programmare il futuro che a godersi il presente, inseguendo strade nuove senza rifugiarsi in quelle già battute.

Presidente, la Ginnastica Petrarca per Arezzo è qualcosa di più di una società sportiva. Come la definirebbe lei?

La Petrarca, come la chiamano tutti, dal mio punto di vista sfugge a qualsiasi definizione. Diciamo che è stata, è e sarà la casa dello sport per tanti aretini e non. E’ un punto di riferimento, una seconda famiglia per migliaia di bambine e bambini, ragazze e ragazzi che vedono in questa realtà una dimensione di tempo e di luogo in cui divertirsi, apprendere movimenti tecnici e valori, ascoltare il proprio corpo, crescere e competere con se stessi prima che con gli altri.

A proposito di valori. Un giovane atleta che si avvicina alla Petrarca, quali vi troverà all’interno?

Noi siamo convinti che lo sport sia un’istituzione fondamentale della società, che si pone accanto alle famiglie e alla scuola. I valori che i ragazzi trovano qui, e nel nome dei quali li vogliamo accompagnare, sono gli stessi che li aiuteranno a fare la differenza nella vita, negli studi e nel lavoro: impegno, determinazione, resilienza, etica e fair-play, lungimiranza, cultura dello sport.

Di quante strutture dispone la società?

Il palazzetto di San Clemente, sede storica che abbiamo in gestione e dove siamo presenti con artistica maschile, femminile e corsi per adulti e terza età. Poi ci sono il palazzetto di San Lorentino, dove svolgono le attività la ritmica e la gymnaestrada, e la palestra di Pescaiola, dove teniamo i corsi base di ritmica e quelli di avviamento per i più piccoli. Infine la palestra della scuola Tricca con i corsi base di artistica maschile, femminile e quelli di avviamento. Ma abbiamo un’esigenza non più rimandabile.

I valori che gli atleti trovano da noi sono gli stessi che servono per fare bene nel lavoro e nella vita

Quale?

Per continuare ad essere un’eccellenza nazionale, e gareggiare alla pari con i maggiori competitor italiani, la Petrarca necessita di una struttura moderna, adeguata alle tipologie di allenamento di tutti gli agonisti. Una sede che possa essere riferimento per importanti eventi ginnici nazionali e internazionali, con ricadute sul piano del turismo sportivo locale. Mi auguro che da parte delle istituzioni e dell’imprenditoria possa crearsi una capacità di visione, una sinergia per la realizzazione di un progetto indispensabile alle tante famiglie che ci sperano e alla città.

Quanto pesa il passato di una società che ha conquistato premi e riconoscimenti così importanti?

Premi, riconoscimenti, successi e un titolo italiano a squadre che, ahimè, è ancora oggi l’unico nella storia sportiva della città di Arezzo, non possono mai essere un peso. Sono sempre e solo un orgoglio e uno stimolo eccezionale. Personalmente però amo la dimensione del futuro, quella del passato mi appassiona meno. È nel domani che scorgo i successi più gratificanti, è lì che abbiamo la possibilità e la responsabilità di costruire il nostro percorso virtuoso e conseguire i nostri più grandi obiettivi. Con caparbietà, capacità di pianificazione, nonché umiltà mista a sana arroganza. Solo chi osa si ritaglia la possibilità di realizzare i propri sogni.

Quant’è cambiata la ginnastica rispetto a cento, cinquanta e anche dieci anni fa? Ed è cambiata in meglio o in peggio?

Non saprei rispondere, questa domanda dovrebbe essere rivolta alla Federazione. Posso però dire quello che auspichiamo noi e come interpretiamo il ruolo di associazione sportiva dilettantistica. La speranza, innanzitutto, è che la ginnastica sia sempre di più una scuola di vita, dove ogni successo, piccolo e grande, ogni conquista, partano dalla dimensione dell’ascolto e si costruiscano intorno e sui ragazzi. Vogliamo essere una realtà capace di gettare uno sguardo nuovo sul modo di fare sport. E non perché ci piaccia auto attribuirci una patina di modernità in grado di distinguerci, ma perché siamo consapevoli che dobbiamo osservare in modo critico ciò che facciamo. L’unico stile che concepiamo è quello che ci porta a metterci in discussione, scongiurando la tentazione di ricorrere all’alibi dell’abbiamo fatto sempre così. È in quest’ottica che si inquadra il coinvolgimento di professionisti di vari settori a fianco dei nostri tecnici: dal medico sportivo alla psicologa, dal fisioterapista alla nutrizionista, al motivatore. A livello agonistico il successo è il risultato di molteplici componenti: l’autoconsapevolezza e la gestione dell’emotività rappresentano fattori capaci di fare la differenza.

Pragmaticamente parlando, le chiedo se siete soddisfatti dei risultati sportivi.

Moderatamente. Chi mi conosce sa che non mi piacciono gli eccessi, perché dopo ogni traguardo si deve pensare a quello successivo. Tuttavia l’artistica maschile ha avuto un crescendo di risultati in un campionato nazionale competitivo come la serie B, cosa che ci dà grande fiducia in chiave 2024. La ritmica, dopo un ricambio generazionale avvenuto negli scorsi anni, sta tornando a esprimere risultati ottimi grazie a un gruppo di bambine e ragazze in cui crediamo molto, affidato alla guida esperta delle nostre tecniche. L’artistica femminile si sta sviluppando come movimento in numero e qualità: la strada è chiara e tracciata. E poi abbiamo la gymnaestrada, capace di regalare emozioni e soddisfazioni, con un Mondiale ad Amsterdam che l’attende. Insomma, non posso che ripetere un’espressione cui ricorro spesso: siamo contenti ma non ci accontentiamo.

Quali sono gli obiettivi più significativi da raggiungere nel prossimo futuro?

Sul piano sportivo vogliamo toglierci grandi soddisfazioni. Sul piano societario, nel solco di una realtà che punta sull’innovazione e sulla capacità di perseguire sfide organizzative in crescendo, confidiamo di contare sempre più su energie e competenze di alto profilo, in grado di portare in dote forti motivazioni e idee nuove.

Lo stretto collegamento con il territorio è confermato dall’organizzazione di un evento che è ormai istituzionalizzato nell’estate aretina: il premio Aquila d’oro ai valori dello sport organizzato con Comune di Arezzo e Coni. Lo considerate un fiore all’occhiello?

Direi di sì. Siamo giunti alla terza edizione, con la partecipazione di ospiti importanti e numeri incredibili per seguito social e presenze nella serata in Fortezza Medicea. Basti pensare che nel 2022 abbiamo avuto come ospite l’ex olimpionica di salto in alto Sara Simeoni, mentre nel 2023 abbiamo premiato il commissario tecnico della nazionale italiana di ciclismo Daniele Bennati. L’ultima edizione, inoltre, è stata patrocinata anche dalla Regione Toscana, che l’ha inserita tra i propri eventi di riferimento. L’Aquila d’oro è un premio per i valori dello sport declinati nella vita quotidiana, racconta le storie virtuose di atleti e personalità della società civile che, con la loro azione, hanno dimostrato di essere positivi esempi di impegno, determinazione, resilienza, etica e fair-play. Il nostro premio va a testimonial sportivi di spessore internazionale e ambisce a celebrare i valori alla base dello sport come strumenti di educazione e formazione per le future generazioni.

Staff Tecnico ASD GINNASTICA PETRARCA 1877

Sezione Artistica maschile

Stefano Violetti
[ Coordinatore di Sezione ]
Jacopo Pineschi
[ Coordinatore Attività Gold ]
Anna Piazza
Alessandro Sadocchi
Diletta Severi

Sezione Artistica Femminile

Sara Moretti
[ Coordinatrice di Sezione ]
Marta Panagia
Diletta Severi
Giulia Veracini
Elena Zandrelli

Sezione ritmica

Francesca Lapi
[ Coordinatrice di Sezione ]
Benedetta Moroni
[ Coordinatrice Attività Gold ]
Sofia Barbagli
Anna Bigi
Annalisa Giannini
Bianca Maria Martinelli
Aurora Peluzzi
Maria Virginia Spinelli
Stefania Pace-Coreografa

Sezione Ginnastica per tutti

Dania Segoni

Sezione Gymnaestrada

Federica Peloso
[ Coordinatrice di Sezione ]