Massimo Biribicchi e Simone Riceputi ripercorrono l’ascesa di Brt Consulting, nata nel 2006 e oggi un punto di riferimento in Toscana. Dalla fondazione alla Silicon Valley, dalla finanza agevolata all’innovazione: storia di un modello che ha trasformato oltre 2.400 progetti in sviluppo reale. E che punta a riscrivere il futuro del distretto aretino

 

Da vent’anni Brt Consulting aiuta le aziende aretine e toscane  a progettare il futuro, ne accompagna la crescita, ne condivide il successo sul mercato. E’ un lavoro prezioso e dettagliato, fondato su competenze specifiche costruite nel corso del tempo grazie a professionalità, formazione, esperienza sul campo.

 

Qual è il problema? Come si risolve? In che modo può diventare un business? Sono questi i tre cardini intorno a cui ruota l’attività di Brt Consulting, società specializzata nella finanza agevolata e nell’accesso ai finanziamenti pubblici per le imprese: segue i clienti dalla fase di individuazione dei bandi più adatti agli obiettivi da raggiungere fino alla presentazione delle domande, dalla rendicontazione alla gestione dei rapporti con gli enti erogatori, condividendo le responsabilità nel percorso di ottenimento delle risorse e anche i rischi.

 

A proposito di rischi. Soprattutto all’inizio il percorso è stato in salita: progetti a 36 mesi, investimenti senza certezze di ritorni adeguati, uno scetticismo diffuso sulla politica dei finanziamenti tramite bandi pubblici. E’ servita una volontà ferrea per abbattere gli steccati della diffidenza, accompagnandola con lo studio approfondito del mercato e del mare magnum dei regolamenti, delle leggi, delle normative sia a livello italiano che europeo. 

 

Alla fine il modello operativo di Brt Consulting, che punta sulla specializzazione economica, giuridica e scientifica del team, ha fatto centro. I numeri raccontano una crescita costante: oltre 2.400 progetti gestiti, circa 1.300 clienti e una struttura che conta 8 dipendenti per raccolta documenti e archivio. Oggi l’azienda è uno dei principali punti di riferimento in Toscana nel campo del sostegno ai progetti delle imprese.

 

La società è stata fondata nel 2006 ad Arezzo da Massimo Biribicchi e Simone Riceputi, professionisti con esperienze manageriali nel settore industriale, delle tecnologie e delle telecomunicazioni.

 

Riceputi, 57 anni, ricorda: “Nel 2003 Federimpresa voleva sperimentare un player per il distretto orafo aretino insieme a FlyNet, dove lavoravo io, e a Banca Etruria. Il gruppo Graziella, dove lavorava Massimo, era il più interessato e noi ci conoscemmo lì. Capimmo subito che parlavamo la stessa lingua. Quel progetto non andò a buon fine ma i nostri rapporti personali si consolidarono. Il 16 giugno 2006 abbiamo avviato Brt Consulting: avevamo entrambi dei figli da crescere e un mutuo da pagare. Ma l’entusiasmo per questa nuova avventura e la certezza di imboccare la strada giusta furono più forti di tutto il resto”.

 

“Io e Simone siamo due tecnici” aggiunge Biribicchi, classe 1969 come il suo socio. “Abbiamo fatto la gavetta ed è stata una scuola fondamentale. Siamo partiti dal basso, certe difficoltà le sentiamo ancora sulla pelle, rappresentano il carburante ideale per spingerci a migliorare ogni giorno. I progetti che seguiamo sono i più disparati, il che ci consente di ampliare costantemente il nostro bagaglio di conoscenze. Un dato è fondamentale: gli investimenti che proponiamo, e che poi ci adoperiamo per ottenere, devono essere funzionali alla crescita e allo sviluppo dell’azienda. E’ questo che ci dà credibilità”.

 

Le principali aree di competenza riguardano il sostegno all’innovazione, gli investimenti produttivi, l’internazionalizzazione, la sicurezza sul lavoro e l’efficientamento energetico. Rilevante è la specializzazione nella gestione di grandi progetti di ricerca e sviluppo, anche in forma aggregata, che hanno coinvolto settori eterogenei: dall’oreficeria al tessile, dalla meccanica alla fotonica, fino al packaging industriale e alla chimica di base.

 

“Il nostro è un lavoro sartoriale, su misura, figlio di un rapporto diretto con l’imprenditore che deve sviluppare la sua attività – spiega Biribicchi. In questi vent’anni abbiamo anche dovuto sopperire all’assenza di un vero e proprio hub di innovazione sul territorio che fosse gestito in collaborazione con un Polo Universitario, nonostante Arezzo sia la seconda provincia toscana per manifattura dopo Firenze. Qui c’è però innovazione e intraprendenza e spesso il partenariato e il trasferimento delle conoscenze tecnologiche alle aziende abbiamo contribuito a costruirli interamente noi, trovando le giuste collaborazioni con il mondo accademico”.

 

“Da luglio 2023 siamo iscritti nel registro delle imprese come Pmi Innovativa – racconta Riceputi – con il riconoscimento di un ruolo primario nello sviluppo del Paese dal punto di vista tecnologico e della ricerca. Anche grazie a questo, siamo stati selezionati dalla Regione Toscana nell’ambito del progetto “Toscana Tech on the road” e abbiamo potuto partecipare negli Stati Uniti, nel dicembre dello stesso anno, a una serie di incontri con i big player della tecnologia mondiale, tra cui Google, Apple, Amazon, Nvidia. E’ stata una bella emozione ma soprattutto una grande soddisfazione. Un aneddoto: abbiamo conosciuto nell’occasione Stefano Baldassi, neuroscienziato di Roma e dirigente di Google. Ha i suoceri di Lucignano che gli avevano parlato di noi e ci ha voluto ospiti portandoci in visita alla sede principale di Google a San Francisco. E’ stata una gratificazione per noi e un motivo d’ispirazione”.

 

Brt Consulting nella Silicon Valley ha presentato i risultati della piattaforma “Janus”, relativa alla sperimentazione di un protocollo digitale e sostenibile che porta a una possibile applicazione pratica del concetto di “Fabbrica Liquida”, cioè trasformare il distretto metalmeccanico e orafo di Arezzo in un distretto digitale. Con il protocollo messo a punto si è sperimentata una tecnologia, a oggi ancora unica al mondo, che permetterebbe alle quasi duemila aziende meccaniche presenti di essere interconnesse tramite un sistema automatico e intelligente di condivisione della produzione. Questo ridurrebbe i tempi “morti” delle macchine e razionalizzerebbe le vendite, mettendo a fattor comune l’utilizzo dei macchinari presenti in laboratorio.

 

Ma l’orizzonte professionale di Brt Consulting è sempre un po’ più avanti e muta giorno per giorno. E difatti il grande obiettivo adesso è fare di Arezzo il laboratorio di sperimentazione di una tecnologia finalizzata ad alimentare la produzione orafa esclusivamente con idrogeno verde, gettando le basi per la decarbonizzazione e per processi lavorativi alimentati al 100% da fonti rinnovabili. Il recente progetto, denominato “Phe4Gold” ruota attorno alla collaborazione di Brt Consulting con le aziende aretine Graziella Braccialini e G-Smart, i laboratori di Crespina Lorenzana della Enapter e della pisana Zerynth. Inoltre è previsto l’apporto tecnico-scientifico del  dipartimento Destec della Scuola di Ingegneria dell’Università di Pisa. Il progetto ha meritato un finanziamento di circa due milioni di euro dal Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica (fra soli 11 progetti a livello nazionale),  grazie al bando “Mission Innovation 2.0” del Pnrr.

 

“Vogliamo arrivare a realizzare e validare un ecosistema integrato tra fotovoltaico, idrogeno e immagazzinamento, gestito tramite algoritmi di Intelligenza Artificiale, per favorire la transizione energetica nel comparto dell’alta gioielleria, dimostrando la fattibilità di soluzioni a impatto zero applicabili su scala industriale” concludono Biribicchi e Riceputi, da sempre legati al territorio aretino.

 

“Tante aziende hanno aumentato fatturato e dipendenti anche grazie a noi. L’idea di scrivere insieme il futuro delle nuove generazioni ci è sempre piaciuta e per questo continueremo a farlo da qui, da Arezzo, dove siamo nati e cresciuti”.