Intelligenza artificiale, investimenti sul territorio e sul personale qualificato, sviluppo. Dall’era dei primi computer all’AI: Francesco e Michela Camorri raccontano la crescita di un’azienda che ha fatto dell’innovazione la propria missione
Uno Informatica è da sempre sinonimo di innovazione. Intelligenza artificiale, cloud, trasformazione digitale: termini ormai familiari, concetti in continua evoluzione, spesso raccontati come obiettivi da inseguire più che come strumenti al servizio di persone e imprese. L’azienda aretina, fondata nel 1984, si è invece sempre mossa in questa seconda direzione.
La sua storia racconta oltre quarant’anni di evoluzione tecnologica affrontati senza inseguire le mode del mercato, ma interpretando i cambiamenti e traducendoli in soluzioni concrete. Un percorso iniziato quando l’informatica era ancora una materia di nicchia, riservata a pochi specialisti, e arrivato oggi a livelli di eccellenza in ambito nazionale e internazionale, con un target di riferimento sempre più ampio.
Far dialogare sistemi, dati e persone è la sfida quotidiana di Uno Informatica: dall’analisi predittiva delle infrastrutture IT alla cybersecurity, dal controllo dei costi aziendali fino ai più recenti percorsi di applicazione dell’intelligenza artificiale.
A raccontare questa realtà, che guarda al futuro senza perdere il legame con il territorio e con una solida cultura imprenditoriale, sono Francesco Camorri e Michela Camorri, figli di Danilo Camorri, guida storica e ideatore della visione strategica ancora in essere.
«A ottobre 2024 abbiamo festeggiato con un grande evento i nostri primi quarant’anni: siamo orgogliosi di aver raggiunto questo traguardo – spiega Francesco. Abbiamo attraversato tutte le fasi dell’era informatica e oggi siamo più che mai presenti sul mercato in modo solido, concreto e strutturato, dal punto di vista organizzativo, patrimoniale e finanziario, condizione che ci garantisce una significativa autonomia. Alla base di tutto c’è il valore, creato per il cliente. Abbiamo sviluppato la capacità di comprenderne le esigenze, offrendo soluzioni capaci di tradursi in vantaggi competitivi per ogni business. Siamo leader nella System Integration e collaboriamo con clienti in vari settori: dalla grande distribuzione organizzata al fashion, dal settore farmaceutico a quello finanziario, dai trasporti a quello delle utilities».
«Nel corso degli anni – aggiunge Michela – abbiamo verticalizzato le competenze delle nostre Business Unit per rispondere in modo efficace e tempestivo alle richieste del mercato. Questo è un punto di forza, insieme alla forte flessibilità che le nostre dimensioni ci consentono. Il 2000 è stato un anno di svolta: abbiamo investito sulla tecnologia e soprattutto sulle persone. Oggi contiamo circa 45 addetti, sfruttando quello che la tecnologia ci offre per l’erogazione dei vari servizi. Per potenziare il reperimento di profili qualificati sul territorio abbiamo aderito come soci al Polo tecnologico aretino, partecipando inoltre a bandi formativi del Comune e assegnando borse di studio agli studenti delle scuole superiori e universitari. Lo scouting è complesso, quindi investiamo molto in stage e formazione. Cerchiamo soprattutto sviluppatori, architetti IT, ingegneri informatici e account commerciali. L’età media in azienda è di circa 35 anni».
Nonostante le relazioni nazionali e internazionali, il legame con Arezzo resta forte, traducendosi in un rapporto che non è solo ricevere, ma anche restituire con gioia valore al territorio.
«Proprio per la volontà di sostenere aspetti legati alla nostra territorialità, da tre anni abbiamo scelto di sostenere l’Arezzo Calcio nel suo percorso di crescita: la squadra ha vinto due campionati, è tornata in serie B avviando un piano di riqualificazione dello stadio. Come sponsor, intendiamo sviluppare attorno a questo progetto un’esperienza più ampia. È un messaggio a cui tengo molto: investire nello sport significa contribuire alla crescita culturale, sociale ed economica di un territorio».
Un passato già ricco, un presente dinamico e un futuro alle porte: Uno Informatica è già al lavoro per costruire il domani, con uno sguardo naturale verso l’intelligenza artificiale.
«Il nostro approccio all’AI è iniziato oltre cinque anni fa con l’uso delle reti neurali per il deep learning – racconta Michela. Dalla fine dello scorso anno abbiamo avviato progetti legati all’AI generativa, basati su principi di etica, sostenibilità, sicurezza, automazione e governance, per garantirne un utilizzo consapevole e regolamentato. Questo percorso ci consente oggi di affiancare i clienti, indirizzandoli verso applicazioni realmente capaci di offrire vantaggi gestionali e competitivi. L’obiettivo è rendere l’accesso all’intelligenza artificiale più semplice, senza mai prescindere dalle competenze. Investire sulle persone resta il valore più importante per l’azienda».
Francesco traccia, infine, la rotta per il futuro, in continuità con una storia aziendale fondata su valori solidi e capace di adattarsi a un contesto in rapido cambiamento.
«Anticipare la concorrenza è fondamentale. Siamo sempre stati una grande squadra: può sembrare un dettaglio, ma rappresenta una risorsa preziosa. Valore e meritocrazia procedono insieme, così come la capacità di ascoltare il nostro cliente e le nostre persone. La nostra organizzazione è strutturata per garantire efficienza e continuità operativa, valorizzando l’unicità di ogni progetto sviluppato su misura per le specifiche esigenze dei clienti. Uno Informatica non si limita a offrire prodotti, ma propone soluzioni e visioni strategiche: perché sono le idee di valore a fare davvero la differenza in ogni contesto».









