Il benessere ritrovato grazie al metodo Gyrotonic®: l’eleganza di un esercizio naturale e autentico, l’esperienza unica di muoversi in libertà

 

C’è un punto, spesso invisibile, in cui il corpo smette di essere solo corpo e diventa linguaggio. È lì che si annidano tensioni, abitudini, emozioni trattenute. Ed è sempre da lì che può nascere il cambiamento.

 

Equilibrio non è una parola astratta: è qualcosa che si costruisce, gesto dopo gesto, respiro dopo respiro. È il punto in cui mente e corpo tornano a parlarsi. Il metodo Gyrotonic® nasce proprio da qui: dall’idea che il benessere non sia solo forza o flessibilità, ma una forma di armonia più ampia.

 

Ad Arezzo questa visione ha preso forma in un progetto concreto, grazie a quattro professionisti che hanno scelto di portare sul territorio un approccio innovativo al movimento e alla cura della persona.

 

Per Luca Innocenzi, istruttore e massaggiatore, il punto di svolta è stato il dolore. “Ho sempre fatto sport e la schiena era il mio punto debole”. Quattro ernie, un’operazione necessaria per tornare a camminare.“Da lì ho capito che dovevo cambiare tutto. Ho scoperto il Gyrotonic®, un metodo che non solo mi ha rimesso in piedi ma mi ha restituito forza e libertà”. Oggi accompagna le persone a ritrovare fiducia nel proprio corpo, partendo dall’esperienza.

 

Insieme a lui, Irene Da Mario, istruttrice, “Per anni ho vissuto il movimento attraverso la danza: era il mio modo di stare al mondo. Non vi ho mai rinunciato, neanche quando la scoliosi mi bloccava la schiena. Fu un osteopata a consigliarmi il Gyrotonic®; da lì è cambiato il mio modo di vivere il movimento: ho trovato funzionalità, fluidità e nuovi stimoli. Non è stata una rinuncia ma un’evoluzione. E oggi accompagno le persone in questo stesso percorso”.

 

Accanto a loro, la visione e il lavoro di Roberta Rachini e Luciano Ferreira. Lei psicoterapeuta, formatrice e pretrainer del metodo; lui massaggiatore, istruttore e musicista. Due visioni che si intrecciano: quella del corpo come porta d’accesso al cambiamento e quella del corpo come strumento da accordare.

 

“Nel mio lavoro – racconta Roberta – ho sempre visto quanto corpo e mente siano profondamente connessi. A volte il corpo arriva dove le parole non bastano: attraverso il movimento si possono sciogliere blocchi emotivi profondi. Per questo costruisco percorsi in cui la dimensione fisica e quella psicologica si sostengono, perché la trasformazione sia reale e radicata nella vita quotidiana. La pratica del Gyrotonic® è soprattutto prevenzione”.

 

 

Luciano arriva da un percorso fatto di disciplina e sensibilità. “Sono stato pallavolista e musicista, ho studiato al conservatorio di San Paolo, in Brasile”. Nel Gyrotonic® ha trovato un linguaggio coerente con questa visione. “Il mio obiettivo è aiutare le persone a ritrovare armonia, precisione e scioltezza. Non è solo esercizio fisico: è rieducazione, espressione, benessere profondo”.

 

Il progetto di aprire uno studio ad Arezzo nasce oltre 5 anni fa e si concretizza a settembre 2025. In via Pio Borri, uno spazio che un tempo era una stalla comunale, rinasce con una nuova identità. Oggi è un luogo luminoso, accogliente, attraversato dalla luce e dal silenzio, dove convivono più studi professionali uniti da un obiettivo comune: il benessere psico-fisico.

 

Un luogo in cui si entra per lavorare sul corpo, ma si finisce per cambiare anche abitudini, ritmo e modo di respirare.

 

 

Ma cos’è, esattamente, il Gyrotonic®? È una disciplina innovativa, sviluppata negli Stati Uniti negli anni ’80 dal ballerino ungherese Juliu Horvath, che unisce principi dello yoga, del nuoto, delle arti marziali e della danza in un movimento tridimensionale abbinato alla respirazione. Gli esercizi si svolgono su macchinari specifici e seguono traiettorie sferiche e continue. Non ci sono strappi né rigidità: il movimento è fluido, costante, quasi organico.

 

Questo approccio consente di lavorare in profondità su articolazioni e muscolatura, migliorando mobilità, postura e coordinazione, senza creare compressione e generando una sensazione diffusa di energia e leggerezza.

 

“Nasce per la salute della colonna vertebrale”, spiegano, “per creare spazio tra le vertebre attraverso allungamento e mobilizzazione”. E da lì si estende a tutto il corpo.

 

È un metodo adatto a tutti: ad Arezzo le persone che lo praticano hanno età molto diverse, dai 13/14 anni fino alla terza età. C’è chi lo utilizza come allenamento complementare, chi per migliorare la performance sportiva, e chi per alleviare dolori o problematiche specifiche.

 

 

“Ogni percorso è costruito su misura”, raccontano. “Si lavora individualmente o in piccoli gruppi, sempre con un’attenzione molto alta alla persona”.

 

 

Accanto al metodo Gyrotonic® troviamo la Gyrokinesis®, disciplina complementare e dinamica che si pratica a corpo libero: gli stessi principi in una forma diversa ma altrettanto potente. Il lavoro non si ferma all’esercizio: coinvolge respirazione, stile di vita e consapevolezza.

 

In questo equilibrio tra tecnica e ascolto si inserisce un altro elemento fondamentale: la formazione. Gyrotonic® Arezzo è anche un centro formativo, in grado di accompagnare gli allievi lungo il percorso per diventare trainer. Un percorso impegnativo, che può essere svolto interamente ad Arezzo e che richiede dedizione, tempo ed esperienza diretta.

 

Dalla pratica personale al pre-training, fino al Foundation Course guidato da master trainer certificati, tra cui Emanuela Lattanzi – una delle master trainer più conosciute al mondo –  e al tirocinio finale. Un impegno che garantisce standard elevati e qualità dell’insegnamento.

 

“Per noi la formazione è anche un’opportunità concreta di lavoro”, spiegano. “Chi intraprende questo percorso con noi può, nel tempo, entrare a far parte della nostra realtà e iniziare a collaborare con noi negli studi di Arezzo, Valtiberina o Valdichiana: questo permette ai nuovi trainer di crescere, fare esperienza sul campo e costruire il proprio percorso professionale all’interno di un progetto condiviso”.

 

E così, tra mura che hanno cambiato funzione ma non anima, ogni giorno si intrecciano storie diverse. C’è chi arriva per stare meglio e scopre qualcosa di più: un modo nuovo di abitare se stesso.

 

“Il nostro obiettivo è far conoscere questa visione”, raccontano. “Siamo i primi ad Arezzo, ma ci piacerebbe che questa città diventasse un punto di riferimento”.

 

C’è ambizione, ma anche qualcosa di più semplice: condividere ciò che ha trasformato, prima di tutto, la loro vita.

 

E alla fine, più che un metodo, resta una domanda: quanto spazio ci concediamo, ogni giorno, per ascoltarci davvero? In quel movimento ritmico, circolare, continuo, forse la risposta non è da trovare. È da sentire.

 

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Chiara Calcagno Ostinatamente giornalista, scrivo per lavoro, per piacere, per fare la spesa. Mi nutro di bellezza, di mare, di vigne e di cinghiale in umido. Quello di mia nonna. Vorrei avere capelli sempre in ordine e mani curate ma perdo troppo tempo a cercare le chiavi dentro la borsa.