La storia di ArgentAR, il laboratorio galvanico che guarda al futuro senza rinunciare all’artigianalità

 

All’inizio degli anni Duemila, nel mondo dell’oreficeria aretina, due percorsi molto diversi si incrociano. Da una parte l’esperienza lunga una vita di Gian Luca Susini, chimico specializzato nei trattamenti dei metalli preziosi; dall’altra l’intraprendenza operativa di Fabio Ferradino, abituato a lavorare tra impianti, officine e sperimentazioni continue.

 

È proprio dall’incontro tra le comprovate competenze di Gian Luca e la voglia di fare di Fabio che nasce ARgentAR, laboratorio galvanico che nel tempo è cresciuto fino a diventare una piccola azienda strutturata, capace di stare al passo con un mercato in continuo cambiamento senza mai perdere la propria anima artigiana. Una storia fatta di esperienze che si completano, di fiducia reciproca e di ricerca costante della qualità.

 

Nella vita di questa impresa, c’è stato un momento decisivo: l’incontro tra due persone che si sono capite e apprezzate fin da subito. Non avevano un grande piano industriale, ma due storie che, a un certo punto, si sono allineate.

 

Fabio e Gian Luca lavorano nello stesso settore ma in aziende diverse. Si conoscono quasi per caso, scoprendo che la differenza di età non è una distanza ma una ricchezza. Da una parte la tecnica accumulata in decenni di lavoro, dall’altra l’energia e la voglia di sperimentare. In mezzo, una stima che nel tempo si consolida fino a diventare prima collaborazione e poi progetto imprenditoriale vero e proprio.

 

I loro percorsi professionali, del resto, partono da molto lontano. Gian Luca Susini, oggi ottantenne, ha alle spalle una lunga carriera nella chimica applicata all’oreficeria. Dopo il diploma entra in una grande azienda del distretto orafo aretino, dove lavora tra laboratori di analisi e reparti di ricerca sui trattamenti dei metalli preziosi.

 

“La prima cosa che ho imparato sul campo è lavorare con qualità – racconta. Negli anni sono diventato responsabile di laboratorio e mi sono occupato dello sviluppo di nuovi processi e dell’analisi dei bagni galvanici. È un’attività che ti insegna a conoscere la chimica che sta dietro la brillantezza di un gioiello”.

 

Quella passione per la precisione e per il lavoro fatto bene non lo ha mai abbandonato. Ancora oggi Gian Luca continua a seguire con attenzione ogni fase dei processi chimici dell’azienda, con lo stesso sguardo attento di quando ha iniziato.

 

Fabio Ferradino arriva invece da un percorso più operativo.

 

“Ho lavorato in varie aziende del settore orafo e ho imparato il funzionamento degli impianti. Il mio approccio è sempre stato molto pratico: provare, capire, migliorare. La curiosità mi ha  spinto a cercare nuove applicazioni e nuovi materiali da trasformare”.

 

È il 2004 quando, forti delle loro competenze complementari, decidono di avviare insieme una nuova attività a Tegoleto, nel comune di Civitella in Val di Chiana.

 

L’inizio è in uno spazio ridotto, con investimenti misurati, macchinari usati. Il lavoro cresce lentamente, cliente dopo cliente, mentre il nome ARgentAR comincia a circolare nel distretto orafo.

 

All’interno dell’azienda i ruoli si definiscono naturalmente. Gian Luca segue la parte chimica: formula i bagni galvanici utilizzati nei processi produttivi e controlla giornalmente tutti i parametri. È un lavoro di precisione che richiede esperienza e sensibilità tecnica. Fabio si occupa invece della produzione e del rapporto quotidiano con i clienti.

 

“È un equilibrio che nel tempo ha permesso alla nostra attività di crescere e consolidarsi” sintetizza Gian Luca.

 

Con il passare degli anni arriva anche il trasferimento in uno spazio più grande. Oggi l’azienda ha sede in uno stabilimento di oltre mille metri quadrati costruito su un terreno acquistato con sacrificio. Non il classico capannone industriale, ma un edificio progettato con attenzione all’estetica e all’ambiente: molto legno a vista e un impianto fotovoltaico che copre gran parte del fabbisogno energetico dell’attività.

 

L’azienda oggi conta dodici collaboratori, tra chi sta in ufficio e chi in laboratorio. Dodici volti che rappresentano il cuore pulsante di questa realtà, un team giovane e dinamico guidato con energia e passione da Angelo, fratello di Fabio. Una dimensione volutamente contenuta, quasi familiare.

 

Nel frattempo il mercato continua a cambiare. Se all’inizio il lavoro era concentrato principalmente su oro e argento, nel tempo la gamma dei materiali trattati si è ampliata: bronzo, ottone, zama, alluminio. Più recentemente è arrivata anche la plastica, che attraverso particolari processi di metallizzazione può assumere l’aspetto dei metalli preziosi.

 

Accanto alla gioielleria, ARgentAR ha sviluppato anche altri ambiti di attività: doratura e argentatura di strumenti musicali, oggetti di design, vassoi e posate. C’è poi un ambito che Fabio coltiva quasi come una specializzazione personale: “Il restauro di oggetti sacri – racconta con grande orgoglio – Calici, pissidi e candelieri liturgici arrivano in laboratorio spesso in condizioni delicate e vengono riportati alla loro finitura originale con pazienza e precisione”.

 

Oggi la clientela dell’azienda non si limita più al territorio aretino. Oltre duecento committenti provengono da varie regioni italiane e anche dall’estero. Alla base del lavoro resta però la stessa idea con cui tutto è iniziato: la qualità.

 

“Quando un cliente prende in mano un pezzo lavorato da noi deve riconoscere subito cosa c’è dietro – spiega Gian Luca.

 

È una convinzione che mi porto dietro da sempre. Nei grandi stabilimenti industriali il controllo dei processi era fondamentale, e quella mentalità mi è rimasta”.

 

Ma nella storia di ArgentAR c’è anche qualcosa che va oltre il lavoro. Fabio parla del rapporto con il socio più anziano con grande riconoscenza: “Per me Gian Luca è come un secondo padre. In questi anni mi ha insegnato tantissimo. È la mia spalla e ogni decisione importante la prendiamo insieme”.

 

Ed è forse proprio questo equilibrio tra esperienza ed entusiasmo, tra metodo scientifico e manualità artigiana, ad aver permesso all’azienda di crescere senza perdere la propria identità.

 

In un settore in cui tecnologie e mercati cambiano rapidamente, ARgentAR continua a lavorare con la logica dei laboratori artigiani: provare, correggere, migliorare, sempre con la qualità al primo posto.

 

Una qualità che, ancora oggi, porta la firma di una lunga esperienza e di una passione per il lavoro che dopo tanti anni continua a essere la stessa. Una storia di impresa, ma anche di relazioni umane. Di quelle che spesso nascono quasi per caso e che, con il tempo, finiscono per diventare qualcosa di più solido di un semplice progetto imprenditoriale.