I quarant’anni di storia dello Studio Dentistico Fracassi che guarda a un futuro tecnologico e multidisciplinare
Alcuni studi dentistici sono un semplice luogo di passaggio: i pazienti entrano, risolvono un problema ed escono. Altri con il tempo diventano un punto di riferimento, come lo Studio Fracassi ad Arezzo. Una storia iniziata nel 1985, quando Francesco Fracassi decide di intraprendere un nuovo corso di laurea in odontoiatria appena istituito presso l’Università di Siena. Non aveva una tradizione familiare né uno studio già avviato con una cerchia di pazienti da ereditare, nessun nome affermato al quale appoggiarsi. Nonostante le difficoltà, il giovane neolaureato, completato il percorso di studi, decide di aprire uno studio tutto suo, contando sull’appoggio economico dei genitori: “Mia mamma è stata fondamentale per l’avvio dell’attività. Prendeva l’autobus, parlava con tutti e faceva pubbliche relazioni – racconta il dottore, tra il divertito e il commosso. Attaccava bottone e diceva: Andate da mio figlio, è un bravo dentista! Mi vergognavo un po’ di quella pubblicità, ma oggi riconosco quanto sia stata importante, perché mi ha permesso di iniziare a creare una bella cerchia di pazienti”.
Francesco è stato uno dei primi iscritti al nuovo albo degli Odontoiatri appena istituito in quegli anni presso l’Ordine dei medici della provincia di Arezzo, tant’è che ha il numero 4.
Era un’epoca lontana dal marketing, dai social, dalla comunicazione strutturata. La reputazione si costruiva così: a voce, da paziente a paziente. Ed è quello che è stato fatto in questi quarant’anni. Inizialmente lo studio si trovava in via Romana: “Lì ho cominciato da solo. Arrivavano persone con problemi da risolvere, bambini spaventati, lavoratori che approfittavano della pausa per sistemare un dente rotto. Con il passare degli anni quei bambini sono diventati uomini e donne; alcuni di loro oggi portano i propri figli in questo studio che nel frattempo si è sviluppato, ampliato e spostato in via Berchet”.
Per ventotto anni via Romana è stata casa. Fino al 2013, quando lo studio si è trasferito nei nuovi spazi e la storia del fondatore Francesco si è intrecciata con quella dei figli Niccolò e Riccardo. I ragazzi crescono guardando un mestiere che decidono di fare proprio non per obbligo, ma per attrazione naturale. Nessuna pressione paterna, nessuna imposizione familiare, solo la scoperta della consapevolezza che quel mondo fatto di manualità, salute, scienza e relazione con le persone era fatto proprio per loro.
L’arrivo dei figli Riccardo e Niccolò segna l’inizio di una profonda trasformazione dello studio: “Dopo il liceo classico abbiamo scelto entrambi odontoiatria, indirizzandoci poi in ambiti diversi – spiegano i due giovani. Nostro padre ha portato avanti per decenni l’attività di dentista generico, noi abbiamo introdotto la digitalizzazione e la tecnologia: dagli scanner intraorali al posto delle vecchie paste per impronte alle protesi stampate in 3D, alla chirurgia computer-guidata che permette di operare con minore invasività per il paziente, e anche molto altro. La tecnologia non si ferma mai, è in sviluppo costante e noi stiamo al passo con i cambiamenti per essere sempre meno invasivi, per ridurre i tempi e il disagio nei pazienti”.
Il lavoro come lo conosceva Francesco è cambiato radicalmente, ma non è una sostituzione dei metodi, bensì un’integrazione. Due strade che corrono parallele e che si intrecciano: l’esperienza di quarant’anni da un lato e la modernità dall’altro.
“La tecnologia fa miracoli e permette dei risultati straordinari – ammette il fondatore dello studio. Per i miei figli è naturale lavorare così. Per me all’inizio è stato faticoso capire questi nuovi metodi, ma oggi non se ne può fare a meno”.
Una modernità che passa non solo per il metodo, ma anche per la comunicazione, che se ai tempi della mamma di Francesco avveniva con il passa parola, oggi circola perlopiù attraverso i canali social, che vengono gestiti in modo ben preciso: “Non facciamo promozione dei nostri servizi, ma divulgazione scientifica. Vogliamo istruire le persone, spiegare loro i problemi, mettendoli a conoscenza di cosa sia la parodontite o di come spazzolare i denti nel modo corretto. E abbiamo riscontrato, oltre a un grande interesse nei confronti di questa comunicazione, che le persone vengono qui con la consapevolezza di ciò che andranno a fare. Questo per noi è importante, perché rimette al centro la salute orale”.
Il benessere dei pazienti sta al primo posto nel lavoro dei Fracassi e, non a caso, c’è un aspetto che proprio non riescono ad accettare della società attuale: gli interventi odontoiatrici fatti solo per estetica a discapito della salute.
“In questi anni, il nostro settore segue quella che è la tendenza globale di avere denti innaturalmente perfetti, ovvero le richieste di “sorrisi alla Hollywood” – raccontano Riccardo e Niccolò. Molte persone arrivano con denti sani ma che vogliono cambiare per avere un sorriso perfetto, come quelli mostrati sui social. Non abbiamo esitato a rifiutare lavori che avrebbero portato guadagno, ma non salute. L’imperfezione è identità. E noi curiamo in primis la salute, non un’estetica standardizzata. Teniamo particolarmente a questo aspetto etico del lavoro”.
Il profondo lato umano dei Fracassi emerge anche quando parlano di un ambizioso progetto che stanno cercando di realizzare da tempo. Un’idea che guarda al sociale e al fare del bene agli altri: “Vorremmo donare un sorriso, ovvero una arcata completa, ad una persona con un reddito Isee molto basso, che dunque non può accedere a cure odontoiatriche private. I materiali sarebbero forniti dal nostro odontotecnico, la manodopera verrebbe fornita gratuitamente. Si tratta di una ricostruzione totale: un ritorno alla vita sociale per chi non può permetterselo. Da mesi cerchiamo la persona giusta ma non è facile trovare qualcuno che ne abbia davvero bisogno, senza volersene approfittare. La cosa certa è che insisteremo: è un progetto che vogliamo portare avanti ogni anno”.
Per il futuro, l’idea è di mettere in piedi una clinica multidisciplinare che si occupi della salute della testa e del collo a 360 gradi. Un luogo dove possano essere riuniti odontoiatri, ortodontisti, chirurghi orali, posturologi.
“Perché – spiegano Francesco, Niccolò e Riccardo – la bocca dialoga con tutto il corpo. Mal di testa, cervicalgie, disturbi del sonno, perfino alcuni problemi posturali, possono avere origine dalla masticazione o dalla tensione muscolare. È un approccio che richiede tempo e investimenti in tecnologie, formazione e personale. Il percorso è già iniziato, con la collaborazione di professionisti che forniscono le proprie consulenze al nostro studio”.
Alla fine di tutto, al centro ci sono i pazienti.
“La soddisfazione più grande è la riconoscenza delle persone, permettere a coloro che stanno male di tornare a mangiare serenamente o a sorridere. Non ha prezzo vedere i bambini di ieri tornare qua da adulti. Significa che qualcosa di buono in questi quarant’anni l’abbiamo fatto”.














