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UP People

Quella svolta nella mia vita

Francesca Prosperi ha studiato giurisprudenza, poi ha cambiato rotta per un richiamo del cuore. Dal 2007 si occupa di numeri nell’azienda di famiglia, che da quarant’anni ha sede a Montagnano e opera nel settore dell’allestimento per veicoli di trasporto pubblico e privato. “Vorrei mettere a frutto il percorso accademico. Ma da mio padre e dall’attività che portiamo avanti, non potrei staccarmi mai”

Crescere in una famiglia di imprenditori affermati non poteva non lasciare il segno: sedersi a tavola ogni giorno e sentir parlare di lavoro, progetti e strategie ha marchiato a fuoco la carriera di Francesca, deviandola dal percorso stabilito. Sì, perché dopo aver completato gli studi in giurisprudenza ed essere diventata avvocato, ha convissuto con la sensazione di trovarsi in prestito altrove. E ha imboccato la strada che non avrebbe pensato, decidendo di seguire il cuore e dedicarsi all’azienda che da oltre quarant’anni si occupa di allestimento per veicoli di trasporto pubblico e privato. Una solida realtà industriale a pochi chilometri da Arezzo, estesa su una superficie di ventimila metri quadrati. Per Francesca, un’esperienza molto più stimolante e all’altezza delle sue aspettative professionali.

‘’Ho cambiato rotta nel 2007. Il mio ingresso è stato molto naturale: sono arrivata dopo altre esperienze lavorative, per sostituire una persona in amministrazione. Ho dovuto studiare, imparare a tenere la contabilità e occuparmi dei bilanci, attività completamente estranee al mio percorso accademico”.

Da Prosperi Bus a Prosperi Special Mobility. Di cose in questi anni ne sono cambiate molte.

“Mio padre di tanto in tanto ci ricorda come il lavoro, una volta, fosse più genuino, impostato sui rapporti umani. Si stringevano accordi fondati sul rispetto reciproco e la fiducia, le strette di mano avevano un valore tangibile. Oggi le relazioni tra collaboratori sono più sterili e impersonali, ci si affida a gare d’appalto in cui a vincere è quasi sempre chi gioca al ribasso. Per dare all’azienda più occasioni di business, all’inizio di quest’anno abbiamo deciso di intraprendere una nuova sfida imprenditoriale, ampliando la nostra offerta: con il know-how acquisito e con il capitale umano a disposizione, abbiamo deciso di sviluppare ulteriormente il nostro grado di specializzazione. Gli autobus si fanno a mano oggi come si facevano una volta e l’artigianalità di questo lavoro consente di raggiungere livelli di personalizzazione infiniti. Prosperi Special Mobility allestisce ambulanze, veicoli sanitari, auto mediche, veicoli per disabili, furgoni per trasporto alimentari e medicinali, furgoni frigoriferi, mezzi con pedane per disabili, scuolabus con la precisione e la competenza che ci hanno sempre contraddistinti”.

Nuova specializzazione significa anche nuovi potenziali clienti e prospettive interessanti di sviluppo.

“A molti sembra strano che a Montagnano ci sia un’azienda di questo tipo. E invece il nostro legame con il territorio, da un punto di vista affettivo, è fortissimo. Il nuovo core business di PSM ci permette poi di rivolgerci a committenti completamente diversi: abbiamo iniziato a lavorare per associazioni come la Croce Bianca, la Misericordia, oltre che clienti privati. Però, sul piano personale, ho la sensazione di aver lasciato qualcosa di incompiuto: un giorno potrei tornare al mestiere di avvocato e magari continuare a lavorare come consulente per l’azienda. Mi piacerebbe mettere a frutto gli studi per realizzare qualcosa di mio, ma senza distaccarmi completamente dall’attività di famiglia: devo tanto a mio padre e vorrei averlo sempre vicino, come una sorta di guida spirituale. Non è facile gestire il rapporto con i figli sul luogo di lavoro, però ancora oggi, nonostante abbia un mio punto di vista personale sulle cose e abbia acquisito una certa esperienza, non potrei fare a meno dei suoi consigli. Come genitore e come titolare”.

Matilde Bandera
Matilde Bandera
Matilde Bandera
Project manager entusiasta, multitasking per DNA, ballerina per vocazione.
Scrivo un diario da quando avevo più o meno 6 anni, credo ancora nelle favole
e coltivo sogni colorati nel mio piccolo giardino.