Fiorentina di nascita Debora Frosecchi, classe 1984, ha iniziato da giovanissima ad appassionarsi alla musica e da molti anni è protagonista della scena musicale aretina. In realtà la passione per il canto è nata quasi casualmente come lei stessa racconta.
«Intorno ai 16 anni ho deciso di provare a imparare a suonare la chitarra ma una volta iniziato il corso fu subito chiaro che ero più portata per il canto che per lo strumento infatti andavo a lezione e per lo più mi facevano cantare invece che suonare».
Come hai iniziato quindi ad approcciarti al canto?
«Iniziai, anche un po’ per gioco, andando a cantare al karaoke, un po’ come fanno tutti gli aspiranti cantanti all’inizio. Io sono fiorentina in realtà e proprio a Firenze c’era un locale famoso che si chiamava “Kiwi” ed era chiaramente il locale preferito di tutti quelli che avevano la passione del canto, era il ritrovo principale degli aspiranti cantanti insomma».


Proprio lì sono arrivati i primi complimenti ed è nata l’idea di provare a portare avanti questa passione. La più grande soddisfazione per lei è arrivata poco dopo, nel 2005, quando Debora è ancora studentessa alcuni cantanti si presentano nella sua scuola per promuovere la partita del cuore che si sarebbe giocata da lì a poco allo stadio Artemio Franchi.
«Montarono l’impianto nel cortile per far esibire i cantanti venuti a promuovere l’evento e finita l’esibizione chiesero se c’era qualcuno che sapeva cantare. Le mie compagne mi spinsero a cantare mettendomi la chitarra in mano, anche se in realtà so fare giusto cinque canzoni con questo strumento. Suonai e cantai “Piccola stella senza cielo” di Luciano Ligabue e una volta finita la mia esibizione uno degli organizzatori si avvicinò per propormi di aprire la partita del cuore al Franchi. Io ero entusiasta, sia perché era una bellissima opportunità sia perché il Franchi è il mio stadio essendo una tifosa della Fiorentina. Cantare in mezzo al campo con quarantamila persone che ti guardano è stato incredibile. In quei giorni tra l’altro proprio per questo ho girato tutte le radio fiorentine che promuovevano questa iniziativa».
Sempre nel 2005, fu chiamata a partecipare al “Fuso d’Oro” a Soci, una rassegna musicale dove vince il premio canoro ed entra in contatto con altri musicisti casentinesi.
«In quell’occasione ho conosciuto Alberto Artusi, fonico e musicista locale, che mi propose di mettere su un gruppo per fare piano bar in giro per la vallata. Con Alberto ci esibivamo anche a diversi matrimoni e lì iniziai ad appassionarmi anche al deejaying e nel 2012 iniziai comprandomi una piccola console. Questa passione mi ha dato diverse soddisfazioni come suonare al Tenax uno dei locali più famosi di Firenze e da dieci anni sono resident del “Why not” al Class 125 di Arezzo. Inoltre da ormai qualche anno faccio parte dell’Enjoy Group, un gruppo di dj aretini tra i quali Mr. Leo, Fabio Donati e Lorenzo Caperoni».
Ma Debora ha anche portato avanti il suo lato rock…
«L’anno del Fuso d’Oro ho conosciuto i componenti del mio primo gruppo, composto esclusivamente da ragazzi casentinesi, inizialmente chiamato “Delirium tremens” successivamente però cambiato in “Venia”. Con loro ho partecipato a diversi contest e concorsi dove suonavamo tutti pezzi nostri (che anni meravigliosi). Successivamente per circa cinque/sei anni mi sono anche esibita con una tribute band di Gianna Nannini i “Bakkano” con cui giravamo tutta Italia. È stata una bellissima esperienza perché lavoravamo con i turnisti di Alessandra Amoroso, Marco Masini, Fabrizio Moro e molti altri».

In pochissimo tempo hanno messo insieme un vasto repertorio di vent’anni della cantante senese. “Ad ogni passo…” è invece il titolo del suo primo pezzo da solista che ha ricevuto un enorme successo.
«Nel 2018 insieme ad Ilaria Ciofini ho fondato le “Mad”. Noi giocavamo insieme a calcio, lei è una bassista e chitarrista e suonava in un altro gruppo ma abbiamo deciso di provare a crearne uno nostro. Noi facciamo unplugged nei locali, solitamente siamo solo noi due ma a volte ci accompagna un percussionista. Ci siamo dedicate anche alla scrittura di pezzi nostri tra cui “Ruggine” che è uscita recentemente e sta andando bene. Il pezzo è stato arrangiato da Davide Pecchioli (batterista di Alessandra Amoroso) e la parte vocale è stata incisa da Andrea Bertini (fonico di Marco Masini, Raf e altri artisti italiani). A breve uscirà il nostro nuovo singolo ma non voglio svelare troppo».