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UP Dance

Dalla strada alla vetta più alta

Hanno spopolato sulla Rai e conquistato la notorietà, si sono ritagliati una visibilità straordinaria ma non hanno intenzione di scordare le origini. Siamo andati alla scoperta dei segreti della crew più amata del momento: dodici teste e dodici cuori che continuano a pensare e pulsare ad Arezzo. Ecco a voi i Flash Kidz

Dodici teste, dodici cuori, ognuno con il proprio vissuto e il proprio carattere, tenuti insieme da una passione che nasce dalla strada, la breakdance: sono i Flash Kidz, il gruppo di ragazzi, o meglio la crew, che sta facendo parlare tutta Italia dopo la vittoria a “Ballando con te”, il contest per ballerini emergenti andato in onda su Rai 1 durante l’ultima edizione di Ballando con le stelle.

Tutto è iniziato anni fa, quando Manola Feira, direttrice della scuola Flash Dance di Via Ristoro, ha letteralmente prelevato Andrea Bertocci dalle strade del centro di Arezzo per proporgli di insegnare la break dance: “è stata una bella scommessa per me, non avrei mai sperato in un risultato così importante ma ho creduto sin da subito nel suo talento e nelle sue capacità. Nella nostra scuola si allenano ragazzi che stanno ottenendo molte soddisfazioni nel classico e nel contemporaneo, ma volevo andare oltre gli stili di danza canonici e proporre ai giovani qualcosa di diverso”.

Il gruppo attualmente composto da Andrea Bertocci, Nico Checcaglini, Romeo Turati, Lorenzo Mellini, Giovanni Mellini, Luca D’Afflitto, Francesco Sarri, Gheri Duraj, Samuel Frosini, Andrea Albiani, Davide Canova e Matteo Vairo si è formato un paio di anni fa: il compito di Andrea Bertocci, come quello di un mixologist esperto, è stato quello di mescolare con attenzione le qualità e i punti di forza di ognuno, creando coreografie piene di energia e colpi di scena. Ma oltre ad essere maestro e coreografo della crew, Andrea rappresenta anche il punto di riferimento di questi ragazzi, che hanno dai 15 ai 24 anni e trascorrono più tempo in sala di quanto non ne passino a casa propria: “Il clima che si respira nella crew è familiare. Si litiga, ci si abbraccia, si passa dall’arrabbiatura all’entusiasmo più sfrenato, si condividono momenti spensierati, proprio come in una qualsiasi famiglia. L’affetto e il rispetto che ci legano sono più forti di qualsiasi diverbio e ci hanno consentito di lavorare duramente insieme per raggiungere questa importante vittoria”.

Dalla strada alla TV: come siete finiti a Ballando con le stelle?
“Due anni fa Manola ci ha proposto di partecipare al DIF On Tour a Sansepolcro, e abbiamo vinto. Siamo stati poi invitati a partecipare come special guest dell’edizione successiva, nel 2018. Il caso ha voluto che Samanta Togni, una delle ballerine di Ballando con le Stelle, facesse parte della giuria della manifestazione. Ciò che ci ha dato il coraggio e la determinazione giusta per tuffarci tra le oltre 21000 unità di ballo dei provini di Ballando con le stelle è stato il suo invito a partecipare, convincendoci che avevamo tutte le carte in regola per portare a casa un buon risultato. Da quel momento, siamo stati travolti da un vero e proprio turbine di emozioni”. Dai complimenti ricevuti da Caroline Smith e Milly Carlucci al termine del provino, alla conferma della buona impressione fatta, passano mesi interminabili: “Da ottobre 2018 non abbiamo ricevuto nessuna notizia dalla redazione del programma, finché il 15 marzo non è arrivata la chiamata per la registrazione. Abbiamo partecipato alle selezioni con la nostra coreografia migliore: era talmente energica che temevamo di non poterne presentare una più coinvolgente. Ma la gioia più grande che abbiamo ricevuto la sera della vittoria è stata proprio l’aver gareggiato con una coreografia ancora più esplosiva della prima”.

Di esplosività ne hanno da vendere, i Flash Kidz: quando ballano sprigionano energia, talento, voglia di arrivare dritti al cuore degli spettatori, di bucare lo schermo. Ma ballare, anziché in strada, sotto i riflettori di uno studio della Rai, sapendo che la maggior parte del pubblico si trova al di là delle telecamere, genera emozioni differenti: “Ballare in strada, a diretto contatto con il pubblico, crea uno scambio energetico diverso. Balliamo per farci notare da una ragazza, per sfidare altri ballerini, per dimostrare qualcosa a chi ci osserva, ma anche a noi stessi. Il pubblico di uno studio televisivo è più distante, più composto, quasi sterile: abbiamo vissuto l’esperienza di Ballando con le Stelle pensando prevalentemente ai telespettatori. Credo sia stata la nostra semplicità a conquistarli”.

Quando i Flash Kidz si lanciano in pista, i loro sguardi sinceri, quasi ingenui, di giovani ragazzi vengono letteralmente rimpiazzati da espressioni consapevoli, competitive. Sanno di dover dare una scossa alle opinioni di chi crede che la break dance sia solo un ballo da strada, che non richieda studio, tecnica, prestanza fisica. E ci stanno riuscendo alla grande.

Il punto di forza della crew è l’essere composta in modo totalmente eterogeneo: c’è chi viene dal mondo della danza caraibica, chi dal classico, chi dal contemporaneo o dall’hip hop.  Andrea sa come valorizzare le peculiarità di ognuno dei Kidz tramite un laboratorio coreografico ad personam che aiuta il singolo ballerino a sviluppare il proprio personaggio e a lavorare in armonia con gli altri.
“Sono felice del risultato ottenuto perché il mio ruolo di coreografo verrà valutato in maniera differente, ma ciò che mi dà più gioia è il riscatto che, come gruppo, abbiamo ottenuto con questa vittoria nei confronti di chi non credeva in noi. Intendiamo rimanere a vivere e ad allenarci ad Arezzo e fare la differenza”.

Per ora, i Flash Kidz hanno un calendario di show fitto di appuntamenti in tutta Italia almeno fino a ottobre e le ore di prove in sala sono tutt’altro che diminuite, dopo questa straordinaria esperienza. Ogni goccia di sudore d’ora in avanti avrà un valore diverso e sarà proprio grazie a quel sudore se continueranno a brillare.

 

Matilde Bandera
Matilde Bandera
Matilde Bandera
Project manager entusiasta, multitasking per DNA, ballerina per vocazione.
Scrivo un diario da quando avevo più o meno 6 anni, credo ancora nelle favole
e coltivo sogni colorati nel mio piccolo giardino.