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UP Gusto

Cooking show

Dal ristorante La Terrasse di Monte San Savino all’area hospitality di Sanremo, fino al catering per squadre di serie A, famosi cantanti e prestigiosi brand di moda. I fratelli Massimo e Roberto Lodovichi hanno saputo trasformare le loro differenti personalità in un punto di forza. Il servizio ricevimenti oggi vanta l’organizzazione di oltre ottocento eventi all’anno

“Buonasera, servizio 12 della Sip, in cosa posso aiutarla?”
“Salve, cercavo un numero di un ristorante di Monte san Savino, Arezzo, che non è nell’elenco telefonico”.
“E’ La Terrasse per caso? Lo abbiamo imparato a memoria”.
Fine anni ’80, inizi anni ’90. All’epoca i Lodovichi sapevano già farsi notare. Oggi non stupisce vedere dove siano arrivati.
Sono il bianco e il nero, l’anima pratica e quella poetica, forma e sostanza, penna e mattarello.
Un menu, per essere invitante, non deve contenere soltanto portate attraenti dalle indiscutibili materie prime lavorate con passione e maestria. Deve essere presentato adeguatamente: il servizio, il materiale della carta, il carattere delle parole, la disposizione delle pietanze. Tutto è importante, tutto è funzionale.
Lo hanno capito Roberto e Massimo Lodovichi, due fratelli con due distinte personalità che sono riusciti ad esaltare differenze e complementarità, rendendole la loro forza.
La Lodovichi ricevimenti, oggi Italian Taste, vanta l’organizzazione di oltre ottocento eventi all’anno fra feste aziendali e private, ha curato e cura l’ospitalità per squadre di serie A come Siena, Fiorentina, Atalanta o Casa Azzurri per i ritiri della Nazionale di calcio a Coverciano; ha allestito catering per concerti e spettacoli dei Pooh, della Pausini, dei Modà, di Morandi, Baglioni, Pieraccioni, Panariello o l’area hospitality del prestigioso festival di Sanremo. Ma si occupa anche della ristorazione per importanti brand del panorama mondiale come Ferragamo, Prada, Valentino, Patrizia Pepe, Gucci, Porche, Audi, Toyota o gli aretini Monnalisa, Unoaerre e Aboca.
Nel proprio staff conta persone qualificate e appassionate, chef attenti alla genuinità e alla cura dei dettagli decorativi, sommelier, barman, creativi e pasticceri che sono da sempre i migliori     interpreti per la perfetta realizzazione di un evento.
“Efficienza, cura e sorrisi le nostre armi vincenti. Un’organizzazione studiata e collaudata ormai da molti anni ci permettere di essere sereni anche nei contesti più impegnativi e di riuscire a gestire ogni difficoltà. Ovviamente non è sempre stato così – sorridono i due fratelli – l’esperienza e gli errori sono fondamentali per migliorarsi ogni giorno”.
Roberto Lodovichi, classe ’68, ricopre la carica di presidente dell’Unione regionale cuochi toscani. E’ lui che studia e cura ogni minuzia per la creazione e la presentazione del perfetto menu, adattandolo ad ogni evenienza.
Massimo, di tre anni più giovane, e si occupa di ricerca, sviluppo e organizzazione affinché ogni evento risulti impeccabile. 
Il percorso che li ha portati a imporsi nel panorama nazionale della ristorazione, è iniziato a Monte San Savino dove, nel 1989, si lanciarono nell’avventura de La Terrasse. Il ristorante, situato a pochi passi dalla porta principale del paese, si distingueva per un ambiente caldo ed elegante che fondeva lo stile tipico dell’architettura toscana con dettagli moderni e raffinati. La sfida era quella di proporre nei piatti la stessa contaminazione: esaltare la tradizione e la tipicità della regione con un tocco moderno. “Inoltre si trovava proprio accanto a Le Mirage, celebre discoteca di Monte San Savino che, soprattutto negli anni ’90, era decisamente in voga, frequentata da molti personaggi famosi”, racconta Massimo. “Prima delle serate, il nostro ristorante era diventato tappa imprescindibile. Questo ci portò ad essere conosciuti e apprezzati dentro e fuori la provincia”. Ma la Terrasse non era solo un locale perché, da subito, divenne anche servizio catering, spalancando le porte per quello che sarebbe diventato il marchio Lodovichi.
“Il nostro percorso di crescita si è basato costantemente sulla scelta di prodotti di alta qualità, la maggior parte dei quali a chilometro zero – racconta Roberto. Esaltiamo questa terra straordinaria attraverso materie prime e tradizioni culinarie. Insieme al Comune di Arezzo, alla Provincia e alla Regione Toscana partecipiamo annualmente a importanti eventi gastronomici per la promozione del territorio: ristorante Mangiare Toscani al Vinitaly, Vinexpò di Bordeaux, salone del gusto di Torino e Agrifood Arezzo”.
“Abbiamo capito che la Toscana è un  vanto e una risorsa. Ovunque – aggiunge Massimo – è sinonimo di eccellenza e noi abbiamo il dovere di rispettarla e celebrarla come possiamo”.
Oggi l’azienda ha quattro differenti aree di operatività: l’area front office, con relativo showroom nella storica Villa Burali, punto di riferimento per la Toscana e l’Italia settentrionale; la prestigiosa Villa di Passignano per l’Umbria e l’Italia meridionale; l’area direzionale di Monte San Savino con la sede operativa ed amministrativa; e infine l’area dove viene prodotta artigianalmente la pasta fresca per gli eventi, Maninpasta. Un brand che, dato il travolgente successo, è diventato un ristorante tematico ad Arezzo, dove il personale è composto quasi esclusivamente da donne. Presto, nuovi locali saranno aperti con la medesima filosofia.
“Ciò che più ci soddisfa, forse, è organizzare matrimoni. Sappiamo quanto quel giorno sia importante per la vita di ciascuno e non ci devono essere sbavature o imperfezioni. I nostri clienti provengono da ogni parte del mondo: turisti che decidono di sposarsi in Toscana, aretini che abitano fuori ma che tornano nella loro terra per il matrimonio, residenti che si fidano di noi o amici che conosciamo da una vita. I nostri luoghi, i nostri borghi, le nostre dimore storiche, i nostri musei, sono location di valore inestimabile per la realizzazione degli eventi più esclusivi. E noi cerchiamo di mettere mente e cuore in ogni appuntamento”. Anche quando mantenere il sorriso non è poi così facile.
“Una volta accettammo di organizzare un pranzo di matrimonio al castello Doria a Porto Venere. La fortezza è situata su una magnifica altura rocciosa che domina il Golfo dei Poeti. Una location spettacolare, da favola. Solo che per arrivarci ci sono oltre 1500 gradini. Ci fu consentito di allestirla il giorno stesso per smontarla subito dopo l’evento. Non potevamo noleggiare un elicottero, sarebbe stato rischioso in caso di cattivo tempo. Così abbiamo ingaggiato oltre 30 facchini che, come instancabili staffettisti, hanno portato tutto il materiale in vetta per poi riportarlo giù la sera. E’ stato un massacro. Ma è stato perfetto”. E ogni coppia felice significa nuovi amici che a volte tornano a trovare Massimo e Roberto, per ricordare con gioia quell’attenzione che ha reso memorabile il giorno del sì.
Dal 2019 la Lodovichi ricevimenti ha deciso di rinnovare naming e logo per affacciarsi sui mercati internazionali. Adesso è Italian Taste. Il brand, dal design minimalista e moderno, è la stilizzazione di una lingua che si fonde con le lettere I e T.
“La lingua è passione, è gusto, è comunicazione è veicolo di sensazioni –  spiega Roberto – ma anche simbolo di divertimento e anticonformismo”.
Quest’estate i “Lodovichi brothers” hanno preso in mano la storica Villa di Passignano, meta di divertimento estivo del Trasimeno con aperitivo gourmet, cooking show e musica dal vivo.
Ma la genuina ambizione porta lo sguardo a puntare molto lontano.
“Un mio obiettivo sarebbe quello di curare l’area hospitality del Giro d’Italia – ci svela Massimo –. Sono un ciclista per passione e sarebbe davvero un onore. E poi ho un sogno: arrivare all’Inter. Mio fratello è della Fiorentina e il suo traguardo in viola l’ha raggiunto. Ora tocca al mio cuore nerazzurro essere appagato. Però, ricordate il gol di Milito che sigillò la nostra vittoria nel campionato 2010, anno dello storico triplete? Beh, sui cartelloni dello stadio stava scorrendo la pubblicità di Lodovichi Ricevimenti. Attimi indimenticabili in cui oltre a gioire del successo della mia squadra, ho potuto vedere il nostro cognome, e quindi il nostro marchio, trasmesso sulle televisioni di tutta Italia”.

 

Chiara Calcagno
Chiara Calcagno
Chiara Calcagno
Ostinatamente giornalista, scrivo per lavoro, per piacere, per fare la spesa.
Mi nutro di bellezza, di mare, di vigne e di cinghiale in umido. Quello di mia nonna.
Vorrei avere capelli sempre in ordine e mani curate ma perdo troppo tempo a cercare le chiavi dentro la borsa.