Serena Brillante, calabrese di origine e aretina adottiva, allena fisico, mente ed emozioni.  Serenergy è il suo laboratorio di “longevity”, dove si entra per fare movimento e si esce con uno stile di vita più consapevole, costruito su misura tra yoga, pilates, cura, tecnologia e relazioni

 

Nel 2022 Serena Brillante ha aperto Serenergy con un’idea semplice e radicale. Smettere di pensare al corpo come a una macchina da potenziare e cominciare a vedere la persona come un sistema unico: fisico, mentale e anche spirituale.

 

Prima di arrivarci ha affrontato alcune curve: università in tutt’altro ambito, un passaggio nel giornalismo a Milano, poi il rientro in Toscana e la gavetta nel fitness tradizionale. La svolta è arrivata con un’esperienza in Spagna, dove ha scoperto un modo diverso di lavorare sulla persona: «Non mi bastava più far muovere qualcuno in una sola direzione. Ogni organismo è unico, dovevo lavorare sulla sua interezza».

 

Serenergy nasce così, 2 aree gym studio che collaborano verso un unico obiettivo: vivere in salute e meglio. “Ser” è il verbo essere in spagnolo, “energy” è l’energia che abita e si muove dentro ciascuno. Le emozioni, spiega Serena, sono proprio questo: energia in movimento. L’obiettivo non è il risultato rapido nello specchio, ma la qualità della vita, oggi e domani.

 

In tre anni quel piccolo studio è diventato un centro di 450 metri quadri, diviso in più aree: uno spazio dedicato all’allenamento guidato, un’area “zen” per yoga e pilates, stanze per trattamenti olistici, fino alla riabilitazione seguita da fisioterapisti e massofisioterapisti. Attorno ruotano psicologi e professionisti della crescita personale, che lavorano sia con i singoli sia con le aziende, in percorsi di mindfulness e gestione dello stress; 11 i collaboratori.

 

Il lessico è cambiato insieme alle dimensioni: dagli anni Novanta del body building e dell’estetica a breve termine, Serenergy si colloca nel passaggio da fitness a wellness, e oggi ancora oltre, nella parola chiave che Serena ripete più spesso: longevity. La strada, dice, passa da quattro pilastri – nutrizione, esercizio fisico, qualità del sonno, gestione dello stress – e da protocolli costruiti su misura, supportati anche dalla tecnologia: un check-up evoluto misurerà mobilità, parametri fisici ed età biologica per personalizzare i programmi di lavoro.

 

Ma il cuore del progetto non si vede in nessuna macchina. Sta nella scelta di fermarsi a circa 300 persone, per non trasformare chi entra in un numero e proteggere la relazione: «Molti arrivano scarichi, sfiduciati, con dolori cronici o una vita sedentaria. Il nostro compito è riportarli su un asse di equilibrio, far ritrovare motivazione e routine, lavorare su ciò che serve davvero, non solo su ciò che piace».

 

Serena non nasconde il prezzo pagato: madre single, anni di sacrifici, fine settimana passati a studiare mentre le amiche uscivano. A tenerla in piedi, racconta, sono stati lo yoga, la meditazione e un lungo lavoro su di sé: «Ho testato tutto prima sul mio corpo e sul mio percorso di vita. Prima lavoravo tantissimo sul fisico, ma non ero felice. Allenando anche la parte mentale ed emotiva ho rimesso me stessa sui binari che desideravo».

 

Il sogno, domani, è un centro ancora più grande, multiservizi, un sistema progettato per far funzionare meglio ogni singola attività che ne fa parte, capace di tenere insieme movimento, cura, alimentazione, lavoro e socialità. La missione, invece, è già chiara: “vivere bene e più a lungo”. Non uno slogan ma un programma quotidiano, grazie ai collaboratori che ne fanno parte, nel tentativo ostinato di trasformare un territorio abituato a lavorare a testa bassa in una comunità più consapevole.

 

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