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Lo scrigno dei desideri oltre il Natale

L’Art Cafè è un luogo difficilmente incasellabile: “comfort zone” quotidiana per una tazzina o un pasto veloce, ma anche vetrina di prelibatezze, enoteca e champagneria, Che con l’approssimarsi del 25 dicembre diventa una vera Disneyland dell’enogastronomia, con allestimenti creativi e temporary shop ingegnosi. Sugli scaffali le eccellenze dei panettoni, la miglior frutta ricoperta, cioccolato da urlo e bollicine da capogiro. Garantisce Matteo Peruzzi, che ha selezionato prodotti e produttori, uno a uno

Ore 8: la porta di casa si chiude alla spalle e il lavoratore 4.0, digitando improvvidamente il codice sblocco del suo smartphone, entra in un vortice di mail di clienti, chat di genitori, promemoria sonori. Ben prima dell’ingresso in ufficio, la giungla quotidiana lo ha già strappato alla presenza mentale e messo sulle liane. Scenderà alle 19, undici ore dopo, se tutto va bene. Ecco, fuori casa, per resistere, c’è chi si ritaglia la propria “comfort zone”: una panchina assolata al parco, l’angoletto dello “spacciatore” di gelati artigianali, la nuova vetrina da sbirciare.

Una calzante definizione per l’Art Cafè di Matteo Peruzzi potrebbe essere quella di “comfort zone” per antonomasia: luogo ideale per staccare, sorbirsi un’ottima tazzina in pace, sfogliare il proprio giornale preferito (quale? Beh, ce ne sono dieci). Gli aficionados – e sono cento al giorno – ci pranzano pure. Pasto rapido, di qualità. Ma chi cerca lentezza, bellezza e bontà ne trova a piacimento tra design, calore e materiali di recupero. Come indicare altrimenti un luogo dove, accanto al bancone trendy, trovano posto casse e scaffali di prelibatezze dal mondo? Ghiottonerie create da chef tristellati, una piccola “Disneyland” del vino (1.200 etichette) con annessa fornitissima champagneria (300 bottiglie diverse) e, sotto Natale, una selezione da quasi 200 panettoni.

“Si entra per il caffè, si esce con un pregiato rum caraibico da regalare al babbo per il compleanno”. Matteo Peruzzi, 34 anni, è l’anima del locale: vorace turista e cacciatore di singolarità enogastronomiche, ha battuto ogni terra da cui le eccellenze che commercializza provengono per carpirne l’essenza, per poi restituirla, con immutato fascino, al potenziale acquirente.

“Il produttore mi spiega 1.000, io capisco 500, ne racconto 300 e il cliente ne afferra 200. Ma tra conoscere zero e duecento ce ne passa”. Matteo vende unicità, sapendone narrare storie, aneddoti dell’azienda produttrice, lievi sfumature organolettiche. Naso e palato non gli difettano, come certificato dal diploma di sommelier Ais. Ma aldilà del vino, Matteo è cresciuto tra le prelibatezze e buon gusto. “Mio babbo vendeva dolci al mercato, mia mamma ha aperto Il Fiocco, shop specializzato in incarti, confezioni e articoli per fioristi. L’Art Cafè – sorride – è l’unione di questi mondi”.

Le prove generali per questa realtà tanto affascinante quanto poco incasellabile (caffè-ristorante, negozio di specialità gastronomiche, articoli regalo ed enoteca) sono state fatte nel 2000, quando la famiglia Peruzzi ha aperto un bar in una stazione di servizio a Castiglion Fibocchi. Gli affari andavano bene, così hanno tentato il grande salto: “Una scommessa, aprire un bar di qualità in una periferia cittadina – spiega Matteo – una decisione non facile da prendere nel 2006. Ma qui, in via Fratelli Lumiere, abbiamo avuto lo spazio necessario per realizzare questo sogno. Siamo stati lungimiranti: oggigiorno, i locali top in contesti urban sono la regola, più che l’eccezione”.

In breve, la struttura ha ingranato. Riuscendo, peraltro, a catalizzare l’attenzione cittadina nell’attesa di ogni nuovo 25 dicembre. Già, perché se c’è un grande segno distintivo dell’Art Café, questo è rappresentato dalla cura negli allestimenti natalizi. Ormai da undici anni i temporary shop di Matteo Peruzzi, in piedi per quasi due mesi tra novembre e dicembre, sono una vera e propria attrazione. Ogni anno, un’invenzione: decorazioni raw con tubi metallici, store dall’altra parte della strada, raggiungibili con percorsi disegnati a terra, riproduzioni in miniatura degli allestimenti precedenti, alberi giganti, l’Ufficio di Babbo Natale. Dietro le vetrine, un parco divertimenti per grandi e piccini. La miglior frutta ricoperta, baci di dama da impazzire, torroni esclusivi e panettoni dalle celebri pasticcerie Filippi e Marchesi, creati a partire da ricette pensate appositamente per l’Art Café. E, ovviamente, una selezione incredibile di bollicine, dalla curiosità Abissi di Bisson (spumante ligure affinato nei fondali marini), agli champagne fino a 1.500 euro a bottiglia: i Cristal di Louis Roederer, vecchie annate di Dom Perignon.

“Abbiamo una clientela affezionatissima, per posizione non siamo un locale ‘turistico’. E adoro coccolare chi ci frequenta. Mi piace organizzare eventi, cene e degustazioni con prodotti di punta del negozio. Adoro raccontare quel che proponiamo, affinché il legame con gli avventori sia ancor più saldo. Addirittura facciamo dei pullman, con visite guidate in aziende vitivinicole: piccole gite durante il weekend. Sono occasioni di conoscenza, scoperta. E ovviamente grande divertimento”. Peraltro, con una guida di fiducia come Matteo. Nell’epoca dello storytelling di plastica, un valore inestimabile.

Mattia Cialini
Mattia Cialini
Mattia Cialini
Giornalista, nativo precario. Pratico sport estremi: ho un mutuo.
Di bufala adoro solo le mozzarelle. Vivo di passioni, faccio mille cose e qualcuna addirittura mi riesce.
Mi manca il tempo che vorrei perdere tra nuvole di Habanos