Il 2026 segna i sessant’anni dello Scatolificio 2A, con Luca Berni al timone dell’azienda tra scelte, amore per il proprio lavoro e una riscoperta del territorio

C’è un momento, entrando nello Scatolificio 2A di Pratovecchio, in cui ci si rende conto che il silenzio sarebbe fuori posto. Qui il rumore delle macchine non disturba: accompagna. È un ritmo costante, quasi musicale, fatto di lame che scorrono, presse che battono, nastri che avanzano. Una colonna sonora industriale che racconta sessant’anni di lavoro. Al centro di tutto c’è Luca Berni, titolare dell’azienda, uomo dallo sguardo che si accende ogni volta che descrive il suo lavoro e la sua famiglia. Una famiglia che, nel tempo, si è amalgamata fino a coincidere con l’impresa stessa. Luca non parla mai solo di macchinari, numeri o fatturati: parla di persone, di responsabilità condivise e di realtà. E lo fa con un’intensità quasi contagiosa.

“Siamo nati nel 1966”, racconta. “Mio padre, Giovanni Berni, insieme a Piero Orlandi, hanno costituito l’azienda, che produceva scatole in legno. Poi il mondo è cambiato, e con lui anche noi, così siamo passati alla carta e al cartone”.

Luca entra ufficialmente in azienda nel 1992 come dipendente. Nel 1994 il primo passaggio di testimone, che diventa definitivo con l’arrivo del nuovo millennio, quando la gestione passa a lui e a Simone Orlandi. Un percorso condiviso fino al 2021, anno in cui Luca resta solo alla guida. Da lì in poi, una nuova fase: investimenti importanti, tecnologia avanzata, macchinari di ultima generazione.

“Abbiamo puntato sull’alta qualità, le macchine a controllo numerico ci permettono, con la supervisione di Stefano (persona chiave nel lavoro quotidiano), di realizzare campionature, mini-produzioni, scatole di ogni tipo. Oggi possiamo rispondere a richieste che prima erano impensabili”.

La svolta tecnologica è stata decisiva. “L’Industria 4.0 ci ha aiutato tantissimo. Il mercato cresceva, aumentavano i rischi e le quantità: a mano non potevi più fare tutto”. Dal 2021 al 2025 lo Scatolificio 2A investe con continuità, ma Luca è chiaro su un punto: “I macchinari sono fondamentali, ma non la cosa più importante”. La vera forza dell’azienda è rappresentata dalle dodici persone che lavorano ogni giorno. “Sono loro a fare la differenza. I consigli, i punti di vista diversi, la capacità di dirti se un lavoro si può fare oppure no”. Per Luca, il dipendente non è solo un esecutore, ma un sostegno, un confronto costante. Delegare è stata una delle scelte più difficili, ma anche più decisive. “Ho capito che non potevo fare tutto, dall’accendere le macchine allo spegnerle. Quando ho imparato a fidarmi, le cose sono migliorate”. Qui dentro, ripete Luca, “siamo una grande famiglia”. E anche quando le strade si dividono, resta un senso di compattezza, di responsabilità condivisa. Perché “l’uomo non sarà mai sostituito dalle macchine”.

Oggi lo Scatolificio 2A lavora nei settori del lusso: cosmetica, profumi, gioielli, con packaging curati in ogni dettaglio. Scatole con calamita, inserti in legno, velluto, materiali di altissima qualità. La produzione si articola su tre linee, con una quarta pronta a entrare in funzione. I numeri raccontano la dimensione del lavoro: un milione di profumi l’anno, circa 50-60 mila scatole al mese. Dal 2025 una seconda linea è completamente automatizzata: l’operatore controlla, supervisiona, mentre migliaia di pezzi prendono forma. Accanto, però, resta centrale la linea manuale, capace di produrre da 3 a 300 scatole. “È la nostra forza”, sottolinea Luca Berni. “Ci permette di supportare chiunque, sempre con alta qualità. Grazie all’affidabilità di Giannina, al nostro fianco da tanti anni, e che si distingue per l’amore e le capacità che mette nel lavoro. Qui tutto è personalizzabile”.

Per anni l’azienda ha lavorato soprattutto fuori dalla vallata. Oggi non solo. “Dopo il Covid siamo andati in crescendo”, dice con un sorriso. Il territorio ha iniziato a scoprire che anche in Casentino si producono oggetti destinati al lusso. Il passaparola resta lo strumento più efficace, affiancato da un marketing curato da Stefano e dalla moglie di Luca. “Da Viareggio a Roma, fino alla bottega qui accanto”, lo Scatolificio 2A è diventato un punto di riferimento. Con un’attenzione crescente alla sostenibilità, certificata FSC, e una ricerca costante della qualità.

In un mondo sempre più digitale, lo Scatolificio rivendica una differenza fondamentale: “Da noi il campione è immediato, tangibile”. Tutto nasce e si sviluppa internamente: dalla carta alla progettazione, dalla grafica alla realizzazione finale. Un servizio completo che oggi si estende anche alla logistica, grazie all’acquisto recente di un camion per le consegne autonome.

Durante l’intervista, Stefano – al fianco di Luca da anni – regala una frase che vale più di qualsiasi bilancio: “Se foste venuti cinque anni fa per l’intervista, non avreste riconosciuto né Luca né l’azienda, che è cambiata perché lui è cambiato, e tutti sono andati dietro alle sue scelte”.

Sessant’anni dopo quella prima scatola in legno, lo Scatolificio 2A continua a fare la stessa cosa di allora: custodire idee, sogni, prodotti, persone. Con una certezza che dentro ogni scatola, prima ancora del cartone, c’è sempre una storia.

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La penna e il microfono sono stati compagni costanti nella mia vita, e mi hanno permesso di diventare giornalista. Ho sempre avuto uno spirito sognatore, unito a una profonda passione professionale per lo sport. Credo fermamente che anche l'errore faccia parte del percorso e possa rivelarsi un'opportunità di crescita e scoperta.