Nata come attività di famiglia, cresciuta nella convinzione che fare le cose per bene fosse già un vantaggio competitivo. Oggi, con oltre 220 operatori e un gruppo da quaranta milioni di fatturato alle spalle, continua a guardare avanti: alla robotica, all’intelligenza artificiale, in un mercato che ancora fatica a riconoscere il valore della qualità
MUltiservices Srl nasce ad Arezzo nel 1996 come piccola impresa di famiglia. In trent’anni è cresciuta divenendo una realtà strutturata:, conta su oltre 220 operatori, ha esteso la copertura del mercato per tutto il centro Italia e ha aperto la filiale umbra a Corciano, alle porte di Perugia. Oggi è controllata dalla holding Fabbri Group, che muove circa quaranta milioni di euro l’anno. Il cuore del lavoro è rimasto lo stesso: pulizie civili e industriali, pest control, sanificazioni, trattamento pavimenti. Sono cambiate nel tempo modalità e tecnologie.
A raccontarcelo sono Daniele Fabbri, presidente della società; Riccardo Sassoli, amministratore entrato in società sei anni fa; Alessandro Nanni, responsabile tecnico con trent’anni di esperienza; Fabio Frotti, responsabile del personale e della formazione.
Com’è nata Multiservices e cosa vi ha spinto a puntare su un settore che spesso viene dato per scontato?
Daniele Fabbri: In una prima fase è stata una mia esigenza lavorativa, proseguendo la piccola attività iniziata nel 1987 da mio babbo e da mia mamma per arrotondare il bilancio familiare. Al tempo non c’era nessun tipo di strategia o idea organizzativa. Ho iniziato a lavorarci nel 1995. Nel 1996 abbiamo avuto l’opportunità di collaborare con il Gruppo Prada: non solo per le pulizie industriali ma realizzando altri servizi in un’ottica di integrazione. Questa opportunità ci ha spinto a organizzarci davvero: abbiamo strutturato e pianificato i servizi per loro e poi siamo stati capaci di proporli al mercato: in prima battuta sul territorio aretino, poi allargando il raggio di azione al centro Italia, sempre seguendo le necessità dei nostri clienti su tutto il territorio nazionale.
Siete partiti dalle pulizie e oggi fate pest control, sanificazioni, trattamento pavimenti. Cosa ha guidato questa espansione?
Daniele Fabbri: Determinante è stata la capacità di osservare la domanda del mercato di questi servizi e la convinzione che le modalità di esecuzione fossero migliorabili, sia nelle tecnologie che nei processi. Ci ha sempre contraddistinto l’attenzione ai nostri collaboratori in un mercato che conserva – in parte ancora oggi – zone grigie di gestione delle risorse umane. La storia della nostra azienda ha confermato essere vincente l’approccio etico che abbiamo sempre mantenuto.
In pochi anni il fatturato è più che raddoppiato. Cosa ha cambiato concretamente il ritmo di crescita dell’azienda?
Riccardo Sassoli: Il vero punto di svolta è stato trasformare la forma societaria da cooperativa a srl. Da lì abbiamo iniziato ri-concepire l’azienda in maniera strutturata. In quattro anni siamo passati da due milioni e mezzo a sei milioni e mezzo di fatturato. Abbiamo definito le responsabilità di ciascuno dividendoci i compiti, ne è risultata una filiera di comando snella, efficiente e trasparente. La filosofia della famiglia Fabbri è sempre stata quella di tenere insieme le persone, e su questa base abbiamo costruito una squadra che funziona.
La pandemia ha cambiato radicalmente la percezione dell’igiene ambientale. Per voi è stato un punto di svolta, oppure ha accelerato qualcosa che stava già cambiando?
Riccardo Sassoli: Abbiamo affrontato in maniera strutturata quel drammatico momento, intercettando le necessità di sicurezza dei nostri clienti con un set di servizi che avevamo già in portafoglio. Grazie ai nostri tecnici, Alessandro in testa, con la sua decennale esperienza, eravamo già pronti a offrire servizi di sanificazione di livello professionale. Molte aziende chiudevano i battenti, noi siamo riusciti a mantenere i fatturati pre-Covid. Da quel momento abbiamo fatto anche un salto di qualità nell’organizzazione interna, nel marketing, nella comunicazione.
Che tipo di clientela servite prevalentemente e quanto conta il legame con il tessuto economico locale?
Alessandro Nanni: Per scelta aziendale ci siamo sempre rivolti al privato, soprattutto all’industria. Volendo offrire qualità, ci siamo naturalmente orientati verso chi la qualità la cerca. Questo ha alimentato un passaparola che per anni è stato il nostro principale strumento commerciale. Ora, con Massimiliano, il nostro commerciale, riusciamo a far conoscere questa qualità anche a chi non ci ha ancora incontrati per vie dirette.
Riccardo Sassoli: Siamo cresciuti insieme ai nostri clienti storici, che crescendo ci hanno fatto crescere, portandoci anche fuori Arezzo. Non di meno abbiamo rilevato le attività di una azienda perugina e aperto una filiale a Corciano, nella zona industriale di Perugia, che è divenuta la base solida per sviluppare quel mercato.
220 operatori sono una squadra grande. In un settore dove il turnover è spesso alto, come si costruisce e si tiene insieme un team del genere?
Alessandro Nanni: Abbiamo due tipologie di team operativi: uno gestisce la quotidianità dei servizi, l’altro è costituito da personale in squadre specializzate. Alcuni sono con noi da più di vent’anni. Persone che hanno acquisito competenze di alto livello, coordinate da responsabili con aree territoriali ben definite, per evitare che nessuno abbia zone troppo vaste da seguire. L’organizzazione è fluida: segue le acquisizioni, si adatta alle necessità. L’anno scorso siamo arrivati a gestire 255 persone; oggi siamo stabilizzati intorno a 220. Ma è una squadra che regge, e in questo mestiere non è scontato.
Fabio Frotti: Abbiamo un ufficio del personale strutturato, con recruiter professionisti che selezionano i candidati dal punto di vista tecnico e valoriale. Questo ci permette di avere sempre personale formato e disponibile per nuovi servizi. La formazione è continua: quella obbligatoria sulla sicurezza e quella professionale, calibrata sull’ambito specifico di ogni persona. Da sempre abbiamo un approccio etico. Un esempio su tutti: l’importante sorveglianza sanitaria prima dell’assunzione noi la facevamo prima ancora che diventasse obbligatoria per legge.
Avete sviluppato il brand Multipest come divisione dedicata al pest control. Perché questa scelta e quale filosofia vi guida in questo ambito?
Alessandro Nanni: Ci muove una convinzione: “la prima disinfestazione è la pulizia”. Unire i due servizi sotto lo stesso tetto è stata una scelta naturale, oltre che coerente: stessa filosofia, stessi standard. Sul fronte ambientale non esistono deroghe: ogni prodotto che usiamo ha la registrazione ministeriale e viene impiegato esattamente per quello per cui è stato approvato.
C’è un tema che vi sta particolarmente a cuore quando si parla del vostro settore?
Daniele Fabbri: La concorrenza sleale. Il mercato “lo fa il prezzo” e noi ingaggiamo il mercato con standard – anche economici – etici, confrontandoci con una parte della concorrenza non sempre altrettanto trasparente. Esistono competitor, anche dimensionalmente più importanti della nostra società, che pur di garantirsi quote di mercato conservano un approccio opaco nella gestione delle risorse umane. Le norme – non sempre conosciute – prevedono responsabilità legali precise anche per la committenza, senza considerare aspetti reputazionali. Da sempre garantiamo linearità nei nostri approcci.
Avete avviato un percorso di certificazioni. Cosa significa nella pratica lavorare con certi standard, e come si traduce in garanzie concrete per i clienti?
Daniele Fabbri: Oggi, con i grandi gruppi industriali sempre più attenti a sostenibilità, parità di genere, organizzazione interna, le certificazioni diventano uno strumento di distinzione reale. Evidenziano nero su bianco i tuoi valori, il tuo metodo, i tuoi obiettivi. Abbiamo già avviato il percorso sulla qualità dei processi produttivi. Nei prossimi tre anni puntiamo a certificare anche la sicurezza sul lavoro e a rendere i bilanci ancora più trasparenti. Sono percorsi impegnativi, ma se fatti bene cambiano il modo in cui un’azienda lavora e come viene percepita.
Come vi vedete fra cinque, dieci anni? Ci sono obiettivi che state già inseguendo?
Alessandro Nanni: Mi confronto spesso con altri imprenditori del settore e con i clienti. Un organigramma solido, un adeguato ufficio del personale, un team commerciale dinamico e competenze tecniche stratificate in trent’anni di esperienza garantiscono una unicità difficilmente rintracciabile nel nostro mercato. Essere – inoltre – parte di un gruppo industriale crea ancora maggiore solidità ed efficienza alla nostra realtà. Questa struttura è la nostra differenza. Ed è in questa direzione che continueremo a investire.
Daniele Fabbri: Il futuro lo viviamo da trent’anni, è il modo in cui lavoriamo. Lavoriamo già a servizi nuovi, e alcuni li teniamo riservati: sono il nostro vantaggio. Guardiamo alla robotica e all’intelligenza artificiale, che nel nostro settore quasi nessuno presidia ancora. Vogliamo arrivarci tra i primi, come è successo in trent’anni.









